domenica 31 dicembre 2017

2017... bilancio


Eccomi qui, giunto alla fine di quest'anno... il 2017...

Che anno...


È iniziato con qualche giorno di ferie in montagna e, anche se artificiale, ho sciato sulla neve. Prometteva bene: dai che quest'anno imparo lo skating... dai che quest'anno faccio un corso di avvicinamento al vino... dai che quest'anno chissà dove andremo in ferie... è così via!

Poi è giunto Black, in silenzio, a modificarmi i progetti...

La stanchezza, la pelle secchissima e arrabbiata, l'ingrossamento del collo, gli esami inutili... (febbraio e marzo) e poi... il ricovero per la biopsia e la TAC, la TAC-PET... la diagnosi di Linfoma di Hodgkin... le paure, i pianti, le strette con Romina... (aprile)

In maggio ho iniziato le chemio, proseguite per tutta l'estate; a settembre la polmonite, a ottobre le radioterapie, a novembre la lenta ripresa, a dicembre il fantasma di Black, il rientro al lavoro e... questi giorni di FERIE... direi proprio guadagnati per me e Romina!!!

Ma per fortuna non c'è stato solo Black in quest'anno...

Tante cose sono state riscoperte, alcune in modo davvero inaspettato, altre in modo assai profondo... come l'importanza di un abbraccio intenso e sincero... come l'importanza del non sprecare il proprio tempo, scegliendo come impiegarlo nel miglior modo possibile... l'importanza dell'amico/a che si fa presente... la gioia della compagnia... la soddisfazione delle piccole conquiste fatte giorno dopo giorno... l'amore verso me da parte del mio esercito di alleati contro Black...

Ieri Romina, mentre la neve scendendo sulle piste rendeva magico lo scorrere del tempo, mi ha confidato "Mi viene da piangere vederti sciare!". Le ho risposto ridendo "È vero che lo skating lo sto imparando e mi serve tempo... ma scio così male???"!!!!

No Romina, hai proprio ragione: piango anch'io nel ritrovarmi con gli sci ai piedi mentre spingo per andare avanti, per raggiungere la meta... che non è soltanto il percorso sulla neve... anzi! Il fantasma di Black mi gira attorno, ma in questi giorni... chissenefrega... vedo solo la bella neve intorno a me! E allora... voglio proprio sperare in un 2018... strepitoso!!! Attendiamolo!!!


Stay tuned e buona conclusione d'anno... ma ovviamente... auguri per uno spumeggiante inizio 2018!!!




martedì 26 dicembre 2017

Natale

Natale.

Oggi ho festeggiato Natale con la mia famiglia di origine. Ad un certo punto è risuonata la domanda "Cos'è Natale per te?".

In ordine di arrivo...

Quest'anno Natale è un abbraccio con un amico che sta per diventare padre per la seconda volta... e che ci teneva affinché trovassimo un po' di tempo per vederci!

Quest'anno Natale è sentirmi dire "Uhhhh... che bel colore!", riferito ad un maglione regalato!

Quest'anno Natale è un fugace scambio di pensieri con gli zii con cui trascorreremo una serata aspettando l'arrivo della Befana!

Quest'anno Natale è un continuo abbraccio con mia sorella, con cui finalmente posso lasciar parlare la pancia (che ci fa scappare anche le lacrime!)!

Quest'anno Natale è vedere i nipoti sempre più grandi e in gamba, contenti anche per un semplice pensiero come un berretto!

Quest'anno Natale è un guardare negli occhi mio fratello e per un attimo ritrovarmi bambino davanti all'albero di Natale!

Quest'anno Natale è un abbraccio con i cognati, contenti di ritrovarci dopo un po' di mesi!

Quest'anno Natale è la benedizione ricevuta da nostro papà mentre ci accingevamo ad iniziare a mangiare!

Quest'anno Natale è un pranzo, fatto di un semplice aperitivo, un pasticcio preparato dal papà (che ha ereditato ricetta e stile della mamma!), un secondo di carne condito da buone verdure, un po' di vino, un po' di frutta, qualche dolcetto preparato dalle ragazze e l'offella che abbiamo condiviso... stappando un buon bollicine!
 Quest'anno Natale è un biglietto di auguri del papà personalizzato per ciascuno di noi figli e nipoti!

Quest'anno Natale è tanti piccoli regalini ricevuti!

Quest'anno Natale è l'allegria che ha invaso le due tavole su cui eravamo disposti!

Quest'anno Natale è tornare a casa con Romina al mio fianco, contenti per la giornata trascorsa, sereni per i momenti vissuti bene!

Cos'è Natale per me? "Un po' di tempo con mio papà, un abbraccio con mia sorella e mio fratello!"

Buon Natale a tutti!

venerdì 22 dicembre 2017

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

è trascorso un po' di tempo dall'ultima volta che ti ho scritto una lettera. Stavolta, anziché la classica lettera cartacea, preferisco scriverti in formato elettronico (ho sentito dire che ti sei aggiornato anche tu!).

Come ben saprai (altrimenti come faresti a sapere se mi sono comportato bene nel corso dell'anno???), quest'anno ho fatto la conoscenza di un nuovo... ehm... amico... che si chiama Black. Oddio, chiamarlo amico bisogna aver coraggio. Io proprio non lo avrei voluto manco conoscere, ma purtroppo lui si è presentato a me senza che potessi fare nulla per evitarlo.

Non è stata affatto una piacevole compagnia, anzi. Non voglio raccontarti gli scherzetti che mi ha combinato (e che continua a combinare, il disgraziato!)... mi auguro solo non sia nella tua lista dei bambini a cui porterai un dono!

In questi giorni in cui sono rientrato al lavoro, ho avuto modo di parlare con qualche collega. Per fortuna alcuni colleghi sono innanzittutto degli amici, persone con un proprio bagaglio di esperienze e di vissuti. Qualcuno di questi mi ha invitato a pensare in positivo, in modo da non coltivare negatività che inevitabilmente (secondo il loro pensare) finirebbero per trasformarsi in malattia (della serie... se pensi di avere una recidiva... di sicuro te la ritroverai!).

Una settimana fa ho avuto l'esito della TAC-PET che avrebbe dovuto fungere da spartiacque tra la fase di terapie per la malattia e la fase di follow-up, il discriminante tra l'essere malato e l'essere guarito. Bene, da quell'esito non emerge in modo nitido che ho passato il guado, né che sono ancora malato; quell'esito "potrebbe" essere falsato e quindi devo ripetere l'esame tra qualche settimana.

Solo che... l'attendere non è il mio forte!

Ti chiederai cosa c'entri tu in tutto questo...

Caro Babbo Natale, mi piacerebbe davvero tanto che tu mi potessi donare la serenità durante questa attesa, la capacità di resistere all'abbattimento, ai pensieri cupi, alla negatività. Mi sento come un aereo che dopo aver rullato ed essersi posizionato sulla pista pronto per il decollo (perché vuole e soprattutto deve volare!), rimane in attesa di un ok dalla torre di controllo che tarda ad arrivare. E più passa il tempo, più si innervosisce!

Non ho bisogno di altri doni, anche perché il dono più bello (dopo quello della vita che mi è stata donata ormai quarant'anni fa) già ce l'ho... Romina! Al massimo porta a Romina qualche ricostituente per aiutarla a sostenermi così come ha sempre fatto e come ha saputo fare in questi mesi che non sono stati di certo facili, anche per lei!

Ah... dimenticavo... se rimane un po' di posto nel tuo mega-sacco... porta almeno un sorriso a tutti quei bambini e ragazzi (e alle loro famiglie) che si stanno sottoponendo a trattamenti chemioterapici e/o radio... è un passaggio duro per un adulto... figurarsi per un bambino! Ma sono certo che per questi "regalini" hai sempre posto!

Davide

giovedì 21 dicembre 2017

Rientro

Non pensavo di emozionarmi così tanto. Invece è successo.

Lunedì scorso sono rientrato al lavoro. Dopo più di sei mesi di assenza, ho varcato la soglia dell'ufficio e ho timbrato. Un'azione talmente abituale ma che non compivo da tanto tempo. Vengo accolto assai calorosamente da Katia, mi abbraccia stringendomi molto forte. Sono stupito. Mi fa piacere.

Subito si avvicinano anche altri due colleghi, già presenti in ufficio. E poi piano piano arrivano alla spicciolata tutti gli altri. E' un tripudio di sorrisi, di pacche sulle spalle e anche di abbracci. Qualcuno un po' raffreddato sta fisicamente distante ma lo sento ugualmente vicino. Bello!

Cerco di riprendere a lavorare. Un po' difficile. Un po' tanto. Ma va bene così!

Verso le 11.00, mentre sono in riunione col capo, vengo invitato nella salette riunioni. Colpo al cuore. Come per i compleanni (quando il festeggiato offre ai colleghi qualcosa per festeggiare), tutti i colleghi sono radunati... per me... per festeggiare il mio rientro! Sono spiazzato, letteralmente. E in più trovo un dono per me da parte loro, unito ad un biglietto. Un bel dono, una selezione di vini. Giusto giusto ora che mi sto appassionando di vini. E senza che loro sapessero di questa mia nuova passione!

Scrivevo del biglietto.

Nella lettura mi emoziono tanto, non pensavo potesse succedere. In me è un'esplosione di sentimenti. Da un lato il piacere di vedere tanto affetto, manifestazione dell'augurio di un rientro alla normalità; una normalità che voglio respirare a pieni polmoni, di cui voglio godere ancor di più di quanto ho fatto prima dell'arrivo di Black. Dall'altro il referto della settimana scorsa che non è proprio quello che volevo ricevere; un referto che mi tarpa le ali; un referto che mi limita, che mi lega ad un bagaglio di emozioni e di timori di cui farei volentieri a meno.

Da questo scontro di sensazioni, nascono due-tre lacrime.

Sono rientrato!

Fantasmi

Giovedì scorso mi sono recato di buon mattino per sottopormi alla TAC-PET; subito dopo l'accettazione (dove mi informano che potrò ritirare il referto il giorno seguente), mi accomodo nello studio medico dove mi pongono le domande di rito, quindi, passata una mezz'oretta, l'infermiera mi applica un'agocanula e mi inietta così il glucosio reso radioattivo. Quindi sono invitato a riposarmi su una poltrona in una saletta ad hoc, dove le luci sono abbassate: devo evitare ogni sforzo affinché il tracciante si depositi soltanto sulle cellule realmente attive. Dopo circa un'oretta, il mio corpo è sottoposto ad una doppia scansione: la prima è la classica TAC (sebbene poco precisa), la seconda è la PET. E' un esame non proprio veloce, bisogna stare fermi per una ventina di minuti. Purtroppo qualcosa va storto e devo ripeterlo. Ho fame, ma è troppo tardi per fare colazione. Vabbè, va così.

Venerdì mi presento per ritirare il referto. Il temuto e desiderato referto. Il pezzo di carta che mi permette di non sentirmi più nella fase delle terapie ma di essere nella fase di follow up, la fase in cui appunto si è considerati "guariti" ma sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Ho paura, ho tanto timore. E' la prima volta che non riesco ad aprire e a leggere io un referto. E' più forte di me. Lascio a Romina l'ingrato compito. Lei inizia a leggere, ma non a voce alta. Così devo leggere anch'io. Dopo qualche frase di rito, mi imbatto in "...si apprezza un'area di moderato iperaccumulo del radiofarmaco in corrispondenza di due/tre millimetrici noduli posti al III livello  laterocervicale di sinistra, sede di pacchetto adenopatico sottoposto a trattamento radiante. Questi reperti sono di dubbio significato clinico e sono meritevoli di valutazione ecografica."

Cazzo!

Ecco, lo sapevo. C'è ancora qualcosa, oppure si è già riformato qualcosa.

Cerco di mettermi in contatto con l'ematologa che mi segue, invano, anche se la segretaria mi dice che cercherà di mettersi in contatto con me nel pomeriggio. Il pomeriggio trascorre invano, giunge la sera, passa la notte e arriva sabato. Nel tardo pomeriggio arriva finalmente un contatto, seppure per mail; in sostanza l'esame è stato fatto troppo presto, nonostante siano già trascorsi i giorni che mediamente servono per smaltire la radioterapia; probabilmente a me servivano giorni in più, così il risultato dell'esame è sfalsato. Adesso bisogna attendere uno o due mesi prima di ripetere la TAC-PET; nel frattempo, un'ecografia permetterà di suffragare quest'ipotesi.

Non sono affatto sereno, anzi. Nonostante tutti attorno a me mi invitino a non trarre conclusioni affrettate (recidiva?), io non riesco a stare tranquillo. Ho sofferto tanto per le chemio e le radio, per il tempo sottratto all'estate, per la "normalità" di cui sono stato privato.

Vaffanculo Black. Proprio ora che stavo iniziando veramente a rilassarmi, a considerarti una cosa "non più mia". Ricompari. Come un fantasma, ti presenti e agiti il mio presente. Ti diverti alle mie spalle. Magari sei proprio sparito, ma come un fantasma, aleggi. E così facendo, mi fai temere il peggio.

Uno o due mesi di attesa... chissà...

giovedì 14 dicembre 2017

Esame

Eccomi qua, in attesa che mi applichino un catetere venoso periferico con cui iniettarmi il glucosio reso radioattivo; Black e tutti i suoni amici sono affamatissimi di zuccheri e faranno di tutto per accaparrarsi il liquido...attirando a sé al contempo la sostanza radioattiva che serve proprio per localizzare le cellule tumorali e per determinare la loro "fame".

A questo esame (TAC-PET) mi sono già sottoposto due volte, la prima in Aprile, quando ho conosciuto Black, la seconda in Luglio, giunto a metà delle chemio.

In entrambe le occasioni ero preoccupato; la prima volta era tutto nuovo: sentirò male? Cosa succederà? E quale sarà il responso? Quanto attivo sarà Black?

La seconda volta bisognava accertarsi che le chemio stessero facendo il loro sporco lavoro: Black si sta sgonfiando? È ancora attivo come prima?

Oggi è ancora diverso...oggi il responso è come una parete divisoria tra un cielo azzurro in cui poter finalmente volare e un baratro scuro e inquietante in cui ripiombare...

Romina come sempre è al mio fianco, non mi molla; siamo pronti per spiccare il volo, vogliamo volare!

domenica 3 dicembre 2017

Avvento

Eccoci qua, anche quest'anno, posti di fronte alle imminenti feste natalizie. L'ansia degli addobbi, dei regali, dei menù... Lo ammetto, non mi sottraggo.

Ieri mattina io e Romina abbiamo ripescato gli scatoloni con tutto il necessario per rendere natalizia la nostra casa. Ovviamente non poteva mancare la "costruzione" dell'albero di Natale... Led dopo led, pallina dopo pallina, addobbi vari dopo addobbi vari...

E mentre l'albero "cresceva", dentro di me mi animavo, mi sentivo vivo. E' un periodo davvero speciale. Sto uscendo da mesi in cui Black ha praticamente fatto il bello ed il cattivo tempo con il mio corpo e la mia mente.

Pian piano le terapie stanno concludendosi e io sto recuperando le energie e i desideri. Non ho ancora un responso chiaro che indica l'avvenuta guarigione... sto attendendo... e so che anche dopo per qualche anno sarò soggetto ad indagini periodiche... diciamo che mi aspetta un avvento lungo qualche anno!

Ma realizzare l'albero, quest'anno, per me vale qualcosa di più: è la speranza di poter effettivamente dire "Black hai perso, non ci sei più! Ho vinto io! Ho resistito alle sofferenze delle chemio e delle radio, ho dovuto accettare di non poter trascorrere qualche giorno al mare, ho lottato per farmi forza e guardarmi senza capelli allo specchio, mi sono accontentato di tante parole perché gli abbracci mi erano vietati... e alla fine ho vinto!"

Non sappiamo quanto tempo ci resta da vivere; poco o tanto che sia, viviamolo bene, cerchiamo le cose che davvero ci fanno vivere. Non sprechiamolo! Buon avvento a tutti!

lunedì 27 novembre 2017

Energia

Ho scattato questa foto ieri pomeriggio, al tramonto. Mi ha colpito la convergenza del sole e della linea elettrica verso il punto focale.

Energia.

Il sole ci dona calore, ci dà luce, rasserena gli animi turbati dalle nostre notti nere, ci fa ben sperare per una buona giornata, ci dona cartoline che diventano meravigliosi ricordi. Non è mai banale quando sorge, non è mai malinconico quando cala.

Ho visto il sole sorgere stando appollaiato sul cucuzzolo di una montagna, mentre si levava sulla pianura. Ho assistito alla trasformazione del cielo stellato notturno che via via, mentre il tempo scorreva, diventava blu, rosato, azzurro. Mi sono emozionato vedendo il mutare del colore delle dolomiti mentre queste salutavano il sole che si andava a coricare. Ho trattenuto il respiro mentre lo osservavo che ci salutava andando oltre il mare.

Ho percepito il generoso calore irradiato dal sole sul mio corpo mentre mi divertivo sciando sulle fredde piste da fondo (coperto soltanto da pochi grammi di materiale tecnico sintetico) o mentre mi rilassavo sdraiato su un lettino in riva al mare (protetto soltanto da pochi millimetri di crema solare).

Oggi è un lento ritorno alla normaltà, è un ribollire interno, è energia che sta tornando in me e ha bisogno di essere incanalata, di trovare il giusto sfogo e impiego.

venerdì 24 novembre 2017

Abbraccio

Mi sono proprio mancati... non perché non li volessi ricevere... anzi... ma mi sono stati sconsigliati dai medici... dovevo proteggermi il più possibile...
Di cosa sto parlando? Degli ABBRACCI!

Un abbraccio non è una pacca sulla spalla, non è una stretta di mano; importantissimi anche questi, fondamentali se non si può ricevere che quelli; ma non pari ad un abbraccio. Nell'abbraccio posso manifestare tutta la mia vicinanza all'altra persona, posso donare tutto il calore che ho dentro di me, posso esprimere la mia fisicità per trasmettere il mio intento di "stare" con l'altra persona (stare non nel senso statico di chi subisce, ma di chi sceglie di non muoversi per con-dividere il momento... si potrebbe scrivere un'enciclopedia sul senso dello stare).

In questi mesi ho scoperto l'importanza dell'abbraccio, non perché prima non li avessi mai ricevuti, bensì perché non avevo dato loro l'importanza che hanno, vivendoli quasi in modo passivo. Quando poi ne avevo bisogno e li volevo vivere... toh... non mi era permesso... dovevo riguardarmi... erano fonte di possibili contaminazioni batteriche o virali... L'unica eccezione che mi sono permesso, per ovvi motivi, era l'abbraccio di Romina, o più precisamente, una forma di contatto che rasentava un abbraccio vero.

Sono in attesa di poter vivere anche questi abbracci!

domenica 12 novembre 2017

Nebbia

In questi giorni capita di sentirmi chiedere "Come stai Davide?" e sinceramente rispondo che sto bene, anche se rimango in attesa dell'esame di verifica di Dicembre per poter sentirmi più tranquillo (le radio avranno fatto il loro sporco dovere verso Black?).

Sto bene. Sì, sento la vita che scorre in me. E' una sensazione positiva, piacevole. Non la ricordavo, di tempo ne è passato un po'.

Ieri, dopo tanti mesi, mi sono dedicato un po' al giardinaggio, il tempo necessario per mettere a riposo il fazzoletto di giardino che adorna l'ingresso di casa nostra. L'erba da regolare, piante da giardino da tagliare alla base, ridare forma ai bossi a palla e così via. Il sole (comparso sul finire di una mattinata nebbiosa) riscaldava il giusto e, nel mentre agivo, mi ritornava una sensazione dimenticata da un po' di tempo: il piacere di stancarsi per ciò che piace.

Come quando si ripongono gli sci nella sacca e, stanchi per la distanza percorsa e il dislivello affrontato, si torna a casa.

Come quando, al termine di una faticosa camminata in montagna, ci si toglie gli scarponi e si indossa le più comode scarpe da ginnastica per poter guidare.

Come quando alla sera, finite le incombenze domestiche, ci si siede sul divano per leggere un buon libro o guardare la TV.

Il piacere di stancarsi per ciò che piace.

Buona settimana a tutti!

lunedì 30 ottobre 2017

Scala a chiocciola

Oggi pomeriggio stavo riordinando alcune foto, e mi sono imbattuto nelle foto del nostro weekend a Londra dell'anno scorso. Tra i tanti luoghi, io e Romina abbiamo visitato anche The monument, il monumento eretto in occasione del grande incendio che devastò Londra nel 1666. E' una colonna con una splendida terrazza, raggiungibile unicamente salendo una scala a chiocciola composta da non ricordo più quanti scalini (comunque tanti!).

Ricordo il sole che, tramontando, illuminava gli alti edifici della City presenti tutto intorno di una splendida luce; e con essi, nonostante stesse per sopraggiungere la sera, riscaldava i cuori di me e di Romina, donandoci attimi di intensa commozione.

Lunedì scorso ho completato il ciclo di radioterapie previsto dal protocollo; nei giorni successivi ho appreso che, prima di poter sentirmi dire "Tutto ok, Davide: Black è morto!" devo attendere almeno un mesetto, periodo necessario affinché il mio corpo smaltisca le scorie prodotte dalle radio e affinché possa sottopormi alla TAC-PET di verifica (pena la sua inefficacia diagnostica).

Osservo l'immagine.

Sto salendo e ad un certo punto del percorso guardo giù, per vedere il percorso fin qui fatto; in basso è scuro; di scalini ne ho fatti, non pochi; qualche tratto è risultato meno impegnativo del previsto, qualche altro no; non so quanti scalini mi restano da percorrere; so che al termine, come a Londra, un sole accoglierà me e Romina, riscaldandoci e illuminando la splendida vista che da lassù potremo scorgere.

Stay tuned!

PS: Questi sono "I Giorni della Ricerca" dell'A.I.R.C.

giovedì 19 ottobre 2017

"Ogni istante"

Questo pomeriggio, come al solito, mi sono recato in ospedale per sottopormi alla quotidiana seduta di radioterapia. Ormai sono alla conclusione anche di questo ciclo di cure (meno due!!!). Oggi, differentemente dalle altre volte, non ero solo, ma accompagnato da Romina. Mentre ritornavamo a casa, hanno trasmesso alla radio "Ogni istante", l'ultimo brano di Elisa. L'ho voluto ascoltare, prestando la dovuta attenzione.
E così… scegliere
che ci sia luce nel disordine
é un racconto oltre le pagine.
Spingersi… al limite,
non pensare sia impossibile
camminare sulle immagini
e sentirci un po’ più liberi
se si può tremare e perdersi
è per cercare un’altra via nell’anima
strada che si illumina
la paura che si sgretola
perché adesso sai la verità
questa vita tu vuoi viverla
vuoi viverla.
E così… sorridere
a quello che non sai comprendere
perché il mondo può anche illuderci
che non siamo dei miracoli
e se ci sentiamo fragili
è per cercare un’altra via nell’anima
strada che si illumina,
e la paura che si sgretola
perché adesso sai la verità
questa vita tu vuoi viverla
vuoi viverla.
[...]
Mentre ascoltavo, mi colpiva molto la frase "la paura che si sgretola". Il desiderio di potermi svegliare domani e di poter affermare a me stesso che Black è vinto, definitivamente, che Black non ha lasciato strascichi nel mio corpo, che non devo più badare allo stato di salute di chi mi sta attorno per evitare fonti di virus, batteri & co., che posso permettermi di non indossare una maglia anche se effettivamente fa freddo, che non devo ripararmi dal vento se sono sudato, che non devo più sospettare dei segnali che il mio corpo mi invia...

Giunto a casa ho recuperato il testo della canzone e me lo sono letto per bene. Col cuore. "Questa vita tu vuoi viverla". Da affermazione a domanda. E' il punto focale. Voglio vivere questa vita? Beh, sì.

Voglio vivere questa vita in profondità, così come si presenta, nel bene e nel male, anche con Black e relative conseguenze? Mmmmhhh. Domanda più difficile! Ovvio, tutti vorremmo poter condurre la nostra vita senza sofferenze, privi di dispiaceri. Sono consapevole che il male fa parte del mio vivere, al pari del bene. Ma accettare la compagnia di Black e di ciò che esso potrà apportare alla mia vita futura...

"Questa vita tu vuoi viverla". Da affermazione a domanda e da domanda ad affermazione. E' il traguardo che vorrei raggiungere!

martedì 3 ottobre 2017

Prendersi il tempo

Stamattina stavo riordinando il file system del mio PC, quando mi sono imbattuto in un paio di video che a suo tempo avevo creato a partire da altrettanti set di fotografie; il primo riguarda il viaggio di nozze, il secondo le ferie sulle isole Tremiti. Li ho così rivisti. E mentre ero lì, incollato al monitor, la coppia testa-pancia si è messa in moto.

E' da un po' che sto cercando di ridefinire il concetto di “voglio vivere bene”, stabilendo nuove priorità e scegliendo come ripartire “al meglio” la risorsa più preziosa che abbiamo, il tempo. Non è banale. Anzi. Rivedendo momenti particolari della mia vita, mi sono accorto che devo vivere appieno gli istanti della mia vita che Qualcuno continua a donarmi, non posso permettermi di sprecarli.

Black si è manifestato, mi ha costretto ad un ricovero (due, includendo quello precauzionale per la polmonite), mi ha lasciato alcune cicatrici fisiche (ma non solo) sulla pelle, non mi ha permesso di vivere l'estate 2017 come avevo progettato (banalmente, abbronzarmi al sole, né nuotare nel mare o camminare nel mezzo delle montagne)... ma così facendo mi ha fatto un dono, quello di poter rendermi conto della qualità della vita che conduco.

Un detto cinese recita più o meno così: “Prenditi il tempo, altrimenti se lo prenderà la malattia”.

Prendersi il tempo.

Per dire a mia moglie che la amo. Per stampare le fotografie digitali (che altrimenti non guarderei più) e ordinarle in un album. Per sfogliare gli album fotografici. Per guidare l'auto su strade mai percorse prima. Per ascoltare il rumore del vento in montagna. Per andare al museo di Orsay a Parigi ad ammirare i quadri degli impressionisti. Per andare a trovare un amico che non vedo da anni (e se proprio non è possibile, almeno telefonargli!). Per andare da mamma e papà e dire loro che sono contento dei valori che mi hanno trasmesso. Per fermarmi di ritorno dalla radioterapia e prendere un caffè con una pasta in pasticceria. Per divertirmi con un gattino. Per giocare con qualcuno a Risiko. Per andare al cinema. Per ascoltare un concerto. Per leggere almeno uno dei tanti libri che giacciono impolverati nella libreria. Per suonare la tastiera. Per andare in bicicletta. Per andare a scoprire per qualche giorno l'Irlanda. Per assistere ad un'opera teatrale. Per trovarmi con i miei fratelli e ridere ricordando il passato, oppure entusiasmarmi con loro per il futuro. Per passeggiare immerso nella natura.

Non so quanto tempo ho davanti a me. Mi spiacerebbe trovarmi sul punto di morire e rendermi conto di non aver vissuto, di aver sacrificato tempo prezioso per attività relative (anche se sul momento, non lo erano affatto).

PS: oggi fatta prima radio. Avanti!

lunedì 2 ottobre 2017

Cambio di stagione

E' da qualche giorno che avverto come la vita (intesa come energie, voglia di fare) stia tornando a scorrere in me. E così sabato scorso, ultimo giorno di Settembre, io e Romina abbiamo passeggiato in un bosco, ammirando la bellezza di quel cambio di stagione che porta le foglie dapprima ad ingiallire e poi ad arrossare.

E abbiamo brindato due volte.

Alla fine dell'estate. Al principio dell'autunno.


Nel primo brindisi ho rivissuto un'estate caratterizzata da chemio, nausee, prurito, stanchezza, polmonite, ma anche da incoraggiamenti, pacche sulle spalle, sorrisi, presenze... emozioni forti che spesso hanno sfociato in lacrime... colori come il verde di una collina su cui poggia l'azzurro intenso del cielo, il rosso dei lamponi mentre sullo sfondo svetta il giallo dei girasoli, il ciclamino dei piccoli fiori nascosti nel sottobosco...

Nel secondo brindisi, invece, ho visto le radioterapie che da domani mi impegneranno ogni giorno. Ma non solo. Ho visto anche la vita che dovrebbe riprendere a girare normalmente, o meglio, la NUOVA vita che dovrebbe iniziare a girare normalmente. Chissà.

Intanto assaporiamo questo cambio di stagione!

martedì 26 settembre 2017

Caffè

Premessa: se non ti piace il caffè, sostituisci nella lettura del post il caffè con il the, la cioccolata o qualunque bevanda che ti piace!

Hai mai pensato a quanto importante sia il caffè nella tua vita quotidiana? Lo bevi al termine di un pasto, durante una pausa al lavoro oppure anche solo per prendere qualcosa con gli amici al bar. Pensa di non poterlo bere in quanto il tuo stomaco, appena ricevuto, si contorcerebbe dal dolore.

Ebbene, è da fine Maggio che non bevo un caffè, in quanto le chemio a cui ho dovuto sottopormi per combattere Black hanno rovinato la mucosa gastrica. Sul finire di Giugno, al termine di una cena, avevo provato a bere un caffè, salvo essermene subito pentito... purtroppo!

Oggi, al termine dell'ennesimo pranzo consumato a casa, ho ceduto alla tentazione di bere un caffè. "Visto che le chemio sono finite da qualche settimana" ho pensato "magari la mia mucosa si è un po' sistemata!".

Ho così acceso la Mokona, aspettando che la spia mi indicasse che la macchina aveva raggiunto la temperatura d'esercizio. Quindi ho aggiunto la polvere nell'erogatore (rigorosamente caffè del commercio equo e solidale!), ho agganciato l'erogatore alla Mokona e ho premuto il pulsante, annusando il delizioso aroma che si sprigionava mano a mano che il caffè scendeva nella tazzina sottostante.

Infine, dopo aver aggiunto un po' di zucchero e averlo mescolato, ho gustato il caffè e ho atteso.

Di sicuro aveva raggiunto lo stomaco.

Nessun fastidio.

Di sicuro lo stomaco lo doveva aver "lavorato".

Ancora nessun fastidio.

Dopo un'ora, ancora niente.

Evvai! Ritorno alla normalità!

E così oggi mi gusto questo piccolo gesto di normalità. In attesa di iniziare le radioterapie, quando nuovamente la mia mucosa sarà messa in difficoltà. Ma intanto...

Normalità di un caffè. Dopo un'estate in cui le chemio mi hanno messo a dura prova, dopo un inizio di Settembre in cui sono stato ricoverato per una broncopolmonite presa fortunamente all'inizio, dopo una TAC di controllo che conferma la bontà della terapia... la normalità di un caffè!

venerdì 15 settembre 2017

Pausa

"Come ricordava Lorenzo Perosi a don Orione, la pausa in musica è attesa di illuminazione, non è mai vuoto silenzio ed è per questo che è forse la parte musicale più difficile da eseguire"
(G. Ravasi, "Fino a quando, Signore?")

Le mie mani hanno premuto i tasti del pianoforte e della tastiera musicale un'infinità di volte. Ho eseguito e interpretato diverse partiture musicali. In esse erano presenti note e pause, entrambe con uguale dignità. Ma lì per lì non ho dato così tanta importanza alle pause.

Dalla fine dell'estate del 2003 fino alla primavera del 2004 vissi quella che oggi riconosco essere stata la mia prima "pausa musicale" della vita. Fu un periodo che ricordo essere stato duro, difficile. Piansi spesso nella mia solitudine, ingarbugliato nei miei pensieri e in quella che allora ritenni incapacità di reagire, ma che in realtà fu capacità di rigenerazione, trasformazione... evoluzione, nel senso etimologico del termine (dal lat. evolutio -onis, der. di evolvĕre, propr. «svolgere (il rotolo di papiro per leggere)»). Le note successive mi portarono in meno di due anni alla scoperta di Romina, alla laurea, al lavoro stabile e al matrimonio. Che papiro!!!

Black è la mia seconda "pausa musicale". La pausa è ancora in corso. Non nel senso del mio primo post. Il mio corpo, la mia mente, i miei pensieri, i miei sogni, le mie preoccupazioni... sono lì in attesa... di constatare la vittoria... per potersi assestare su nuovi equilibri, più ampi, più saldi, più profondi. E' una attesa attiva, anche se apparentemente appaio impaurito, a tratti sfiduciato. Sto prendendo coscienza di come la mia vita deve nuovamente evolvere, il papiro può essere svolto ancora per manifestare chissà quali altre realtà che compongono la mia caleidoscopica essenza.

Sì, la pausa non è un vuoto silenzio; per chi lo vuole, è l'anticipazione del tripudio musicale successivo. Ma richiede impegno nello stare, nell'ascoltare il prioprio io interiore, nel guardare le cose con occhi nuovi e quindi... nell'osare!

La mia vita è una splendida sinfonia!

martedì 8 agosto 2017

Ciao mamma

Ciao mamma!

Giusto oggi, un anno fa, Gesù è passato in quella corsia di ospedale dove stavi soffrendo, ti ha guardato, ti ha sorriso e abbracciandoti ti ha condotto in cielo, dove finalmente hai potuto rivedere tuo papà.

Mi manchi, tanto. Mi manca il tuo sorriso, la tua voglia di vivere che dimostravi in tanti modi... anche quando dicevi che non ce la facevi più...

In questo periodo della mia vita, così particolare, difficile e anche doloroso, spesso penso a te, all'atteggiamento che hai assunto soprattutto nei tuoi ultimi mesi.

Mi sento ancora più unito a te proprio per Black. Mi sono domandato spesso cosa mi avresti detto, come mi avresti incoraggiato, come avresti manifestato la tua presenza (cercando di stare, come dicevi, "in punta di piedi")... Non ho trovato ancora una risposta, se non una scena.

Mi immagino te che, rivolta a papà, esclami: "Bepi, dai: faso el bussolao e dopo 'ndemo da Davide che ghe lo portemo" ("Avanti Giuseppe: preparo un dolce e dopo andiamo da Davide che glielo portiamo!")... e magari poi doveva fare tutto il papà in quanto tu eri in difficoltà!

Il bussolao... il tuo modo, negli anni più recenti, per manifestare un'attenzione particolare, come sempre è stata la tua vita: un'attenzione particolare per tutti coloro con cui entravi in contatto.

Mi manchi, tanto. Mi piacerebbe poterti abbracciare. Sì, proprio così: io che da piccolo fuggivo dalle tue coccole...

So che da lassù stai facendo il tifo per me, affinché Black sia sconfitto. Mi raccomando, non smettere! Io mi impegnerò in questa lotta (domani si ricomincia, altra chemio). Ti voglio bene.

tuo figlio
Davide

lunedì 31 luglio 2017

Farsi forza

Odiato Black!

Nonostante l'efficacia delle terapie, i tuoi effetti nefasti su di me li continui a produrre.

Ho mangiato una fetta di crostata alla crema e mirtilli... ma le papille mi hanno ritornato un non gusto...

Ho provato a camminare facendo qualche piccolo giro... ma il corpo mi è risultato appesantito e stanco...

Ho cercato di non pensare all'attuale stato delle cose... ma la mia mente ė scarica...

Ti odio, Black... ma non demordo...

venerdì 14 luglio 2017

Squillo di tromba!

Ore 09:25 di oggi venerdì 14 Luglio 2017.
Mi raggiunge una mail inviata dall'ematologa che mi sta seguendo, con oggetto "PET".

Ho paura.

Martedì scorso, al termine della PET (l'esame che mette in evidenza il metabolismo di un tumore, ossia il suo grado di attività), avevo chiesto un'anticipazione dell'esito. Il tecnico, sorridendo, aveva esclamato "Pulito!". Piansi. Gioii. Con Romina piangemmo e gioimmo. Per scaramanzia e per non incorrere né in falsi festeggiamenti né in false delusioni, decidemmo di attendere l'ufficialità che sarebbe arrivata soltanto da Martina, l'ematologa.

Ed ora l'ufficialità è arrivata. E' come ci disse il tecnico? Qualcosa è cambiato? Ho paura!

Apro la mail per leggerla.
"Arrivata PET, ottima risposta (non capta più metabolicamente, dimensioni ridotte)"

Non ci credo. Piango di gioia. Romina è al lavoro. Le giro subito la mail. Provo a chiamarla, ma il cellulare suona a vuoto. Decido di chiamare Martina. "In questa giornata uggiosa volevo portarle un po' di sole" mi dice in tono gioioso. Le chiedo ulteriori dettagli, quasi per volermi sincerare di avere capito bene. Ho proprio capito bene: Black ha abbandonato tanti linfonodi e su quelli su cui è rimasto ha una dimensione ridotta; cosa importante, è stordito, non reagisce!

Riesco finalmente a parlare con Romina. Siamo felicissimi. Piangiamo. Gioiamo. E finalmente possiamo condividere la splendida notizia! Con tutte le retrovie!

Venerdì 14 Aprile. Di rientro dalla sala operatoria, piangevo perché i chirurghi avevano bisbigliato che si trattava di linfoma.

Venerdì 14 Luglio. Piango perché questi 91 giorni non sono trascorsi invano, le sofferenze provate avevano un senso, o meglio, hanno portato frutto.

Ho nausea, sta nuovamente iniziando un'eruzione cutanea alla mano sinistra, sono stanco... ma chissenefrega... Black sta soccombendo...!!!

mercoledì 12 luglio 2017

Primi 3 mesi

12 Aprile-12 Luglio.
3 mesi.
91 giorni.

Black.

Il post potrebbe anche finire qui: chi ha letto tutto il mio blog, penso abbia già intuito il significato. Ma questo blog è nato innanzittutto come modalità con cui esprimere le mie sensazioni ed emozioni. E qualcosa c'è anche oggi!

La data odierna assume un significato particolare. Ho voluto che le chemio coincidessero proprio con il mercoledì, giorno in cui, entrando al pronto soccorso, conobbi Black.

Black mi è uno scomodo compagno che mi sta sempre appresso; mi segue, si insinua nei miei pensieri, nella mia intimità, si fa sentire (o meglio, le terapie contro di lui si fanno sentire). Da 3 mesi, giusto oggi.

Black, al contempo, mi sta facendo fare un percorso di crescita, umana e spirituale, che mai avrei potuto compiere diversamente. No, non ringrazio Black, anzi... lo mando a cagare (e se fosse stitico... che non caghi più)! Devo ringraziare l'esercito di parenti, amici e conoscenti (ma anche non conoscenti che si sono attivati per me su richiesta di parenti, amici e conoscenti!) che, con la loro vicinanza (messaggi, telefonate, visite di persona, soddisfacimento di favori...), mi stanno veramente aiutando a resistere.

Ma soprattutto devo ringraziare questo esercito per le tante preghiere per me. E' questo il vero percorso che sto compiendo: percepire comunque Dio presente nel mio quotidiano. Dio non dà né toglie una malattia o una sofferenza; se lo vuoi, Dio ti accompagna e ti può rendere più leggero il carico. A volte ci riesco, altre meno. Anche questo è un cammino!

Stamattina ho iniziato il terzo ciclo di quattro, la quinta di otto chemioterapie. L'emocromo di stamattina evidenziava ovviamente una "grave neutropenia" (insufficienza di neutrofili, un particolare tipo di globuli bianchi), situazione normale in soggetti chemioterapici. Ma i valori sono risultati sufficienti per evitare la doppia puntura del fattore di crescita: evvai!!! E' ancora troppo vivido il dolore patito quella domenica...

"Davide, abbiamo passato la metà!" ha esclamato l'ematologa durante la visita odierna. E dentro di me, forse per la prima volta, pancia e testa erano concorde:
"Sì, è vero!" ho risposto convinto. So che non è finita, che mancano tre chemio ed una è in corso, che al loro termine avrò la radioterapia, che chissà come sta Black (di quanto si sarà rimpicciolito? si sarà spostato? avrà già alzato bandiera banca? sarà magari completamente scomparso?). Ma mi trovo con un po' di serenità in più! Che bello!

La chemio è filata via liscia; per fortuna questa volta il senso di nausea/vomito non c'è stato (anche se ora, mentro scrivo, è vivido... maledetto Black!). La somministrazione è avvenuta nella "suite", uno stanzino adiacente alla sala delle chemioterapie ribattezzato così per via dei due letti, in aggiunta alla "solita" poltrona, ivi contenuti. Su questi erano adagiate una signora anziana e una ragazza della mia età. Purtroppo ho avuto soltanto gli ultimi 10-15 minuti per conversare con lei, visto che per tutto il tempo è stata fagocitata in una conversazione con la vegliarda.

Anche a lei hanno diagnosticato un linfoma, purtroppo non Hodgkin, in una sottocategoria particolarmente aggressiva. Oggi si sottoponeva alla terza di dodici chemioterapie; peccato che tra una chemio e la successiva passi una sola settimana! Spero veramente che sia forte, che sappia farsi forza e che sappia resistere. Magari le sue chemioterapie sono sì più frequenti, ma più leggere delle mie; glielo auguro di tutto cuore.

Salutandoci, alla mia domanda "Sempre di mercoledì oppure il giorno è variabile?",  mi ha risposto "Sempre di mercoledì".

Mercoledì?

Mercoledì!

domenica 9 luglio 2017

Domenica

Oggi è domenica.

Fa caldo, per fortuna il climatizzatore fa il suo "sporco" lavoro. Romina sta riposando, la lavatrice continua imperterrita a far girare il bucato nel suo cestone.

Anche questa volta sono arrivati i "giorni buoni", i giorni nei quali il mio fisico (e la mia testal!) ritornano a galla dopo essere stati buttati nelle profondità marine dalla chemio.

Peccato che questa volta i giorni più duri siano durati di più. Peccato che questa volta mi sia comparsa una eruzione cutanea che mi ha causato molto prurito soprattutto alla mano sinistra. Reazione allergica a qualche farmaco? Mah, domani ho una visita dermatologica... vedremo!

Sono giunto a metà dei cicli di chemioterapia che Black mi ha costretto a sorbirmi; ne mancano altri due, seguiti dalla radioterapia. Martedì prossimo ho la TAC-PET, per verificare l'andamento della terapia. Speriamo in bene. E comunque mercoledì si comincia un nuovo ciclo.

Sono trascorse praticamente due settimane dall'ultimo mio post. Tante sono state le emozioni vissute, in misura maggiore emozioni legate alla stanchezza. Una stanchezza soprattutto psicologica, derivante dal lento logorìo che le terapie producono in me.

Più volte mi sono trovato a pensare di non farcela, di non essere in grado di reggere. Quando vivi sulla tua pelle gli effetti quotidiani delle chemio, stai male e ti accorgi che i "giorni buoni" tardano ad arrivare, è veramente ardua essere resistenti. In un paio di occasioni, guardandomi allo specchio, ho puntato lo sguardo su Black; e l'ho visto più forte di me. Qualche lacrima ha rigato il mio volto. Un grido forte che chiede "Perché?" è partito dalle mie più intime profondità, ma si è strozzato in gola, prima di raggiungere le corde vocali. In entrambe le occasioni ho comunque percepito un calore intimo, una sensazione di poter appoggiare la testa sulla Sua spalla. Stretto forte a Lui, ho superato il momento.

Prima che iniziassi questo percorso, non avevo bene compreso gli effetti della preghiera; oggi mi trovo a galleggiare nel mare in tempesta anche grazie alle tante persone che stanno pregando per me, perché possa guarire, perché possa affrontare questa battaglia, perché possa incontrare persone che mi permettano di percepire l'amore di Dio.

Un amico, in partenza dall'Italia, mi ha risposto (ad un messaggio di augurio) scrivendomi "... e buona battaglia. Pensa che sono nella retrovie...". Mi ha (come sempre, in questi casi!) emozionato, le sue non sono parole di circostanza, so che sarà effettivamente nelle retrovie, pensandomi e ricordandomi nelle sue preghiere.

Domani inizia una nuova settimana!

martedì 27 giugno 2017

Pizza e pini

Pizza.

"Ciao Davide.
Come stai?? Che ne dici se veniamo giovedì sera? Preferisci che ti veniamo a prendere e ci mangiamo 'na pizzetta fuori, ne portiamo qualcuna noi a casa tua... oppure dicci tu! :-)"

Ricevo questo messaggio ancora martedì scorso, quando gli effetti collaterali dell'ultima chemio stanno diventando un ricordo. Il mittente è Diego, che scrive anche a nome di qualche altro collega di lavoro. Rispondo che io e Romina li aspettiamo a casa nostra, poi vediamo cosa sarà meglio. Sì, perché il desiderio di uscire è grande, ma il caldo sta diventando opprimente e poi non so come starò giovedì!

Al mattino di giovedì penso alla sera, a quando rivedrò qualche collega dopo più di un mese. Un fremito di vita scorre in me: gioisco al pensiero e ringrazio il Signore per il dono dell'amicizia creatasi in un ambiente, quello lavorativo, generalmente non sempre ideale per i rapporti umani.

Giunge il momento in cui il campanello suona: sono loro, Diego, Paola, Matteo e il Live! Entrano, li accogliamo. Optiamo per uscire. Mangiamo una pizza. Quattro passi. Rientriamo. Ci salutiamo.

Trovarmi con loro è stato veramente emozionante. Nel tempo che siamo stati insieme, mi sono trovato a vedere oltre la facciata dei "colleghi"; in loro ho scorto degli "amici", persone care che desideravano venirmi a trovare, che volevano darmi una "pacca sulla spalla" per invitarmi a non mollare e per incitarmi a resistere.

Pini.

Le previsioni meteo non promettono nulla di buono, con temperature massime di 38-39 gradi per venerdì, sabato e domenica. Con Romina valutiamo l'opportunità di trascorrere il bollente weekend ad Asiago. Troviamo posto nel B&B al quale ci appoggiamo di inverno quando andiamo a sciare.

Saliamo e lasciamo dietro di noi il caldo e l'afa. Arriviamo a Campolongo. Riusciamo a camminare un po'. Il percorso è lo stesso di quando in inverno si scia in questo comprensorio. Addirittura, scherzando, mimo il gesto atletico della sciata. Abituato al bianco della neve, stento a riconoscere l'ambiente. Gioisco comunque al pensiero di essere al fresco, di sentirmi bene. Torniamo al rifugio dove mangiamo l'eccezionale tosella servita con funghi e polenta.

Alla sera, passeggiando per le vie di Asiago, mi fermo e guardando Romina, le dico: "Incredibile, mi sento proprio in ferie, in ferie anche da Black!". Qualche lacrima mi bagna gli occhi. In ferie da Black... chi l'avrebbe mai detto?

La domenica ci svegliamo mentre sta piovendo, o meglio, sta diluviando. Liberiamo la camera, facciamo colazione. Partecipiamo alla messa. Trascorriamo il pomeriggio riempiendoci il più possibile di tutto il fresco che
c'è, anche se per fortuna a casa nostra le temperature si sono abbassate.

Pizza e pini

Domani si ricomincia l'ottovolante della chemio: senso di nauseo e vomito, inappetenza, stanchezza, pessimo gusto in bocca che persiste nel tempo, stitichezza, timore di non farcela, di non resistere... Intanto, mi tengo stretto la doppia "P" della scorsa settimana: Pizza e Pini!

mercoledì 21 giugno 2017

Solstizio d'estate

21 giugno.

Solitamente associato al solstizio d'estate e quindi al primo giorno dell'estate.

21 giugno 2017.

Solstizio d'estate 2017 e quindi primo giorno dell'estate 2017.

Ma, per la prima volta, mi ricordo che è anche la Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.

E' strano rendersi conto di "aver attraversato la barricata", di "essere dall'altra parte"... ma sono un malato di linfoma (che vuole guarire, però!)...

Se penso alle percentuali di successo sul cancro in base ai vari tipi di tumore, devo essere estremamente contento. Probabilmente il linfoma è un tumore di per sè più curabile (??? non lo so!!!), ma di sicuro se la percentuale si è elevata nel corso degli ultimi due decenni è certamente dovuto all'attività continua e silente della ricerca.

Non voglio promozionare A.I.L. (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma ONLUS), né chiedere donazioni a suo favore. Voglio soltanto ringraziare tale associazione per l'attività che, da quando è nata, ha incessantemente svolto, sia dal punto di vista della ricerca medico-scientifica, che da quello del sostegno ai malati e ai loro familiari.

lunedì 12 giugno 2017

Ossa

Black... vaffanculo!

No, non posso avere altra espressione di fronte a te. Mi hai rovinato uno dei giorni buoni, uno dei giorni più preziosi, uno di quei giorni in cui il mio corpo può finalmente vivere "normalmente" e la mia mente può cerca di pensare serenamente al futuro. Vaffanculo.

Visto che all'ultima chemioterapia mi hanno trovato una neutropenia (presenza di neutrofili, un tipo di globuli bianchi, in quantità insufficiente), Martina mi ha prescritto di iniettarmi sia giovedì che sabato del filgrastim (un principio attivo che stimola il midollo osseo a produrre globuli bianchi in maggior quantità e in minor tempo), indicandomi di assumere del paracetamolo nel caso avessi avuto dolori o febbricola.

Giovedì mi inoculo la sostanza, le ore passano e, tranne una maggior stanchezza e qualche leggero dolore muscolare, tutto fila via liscio. Sabato ripeto l'iniezione e rimango contento: non avverto i sintomi di giovedì, ottimo!

Alla sera ci troviamo con un gruppo di coppie per fare un po' di festa; ad un certo punto inizio ad avvertire male alla fascia lombare... penso si tratti della sedia... soprassiedo; tornato a casa, mi rendo conto che la frequenza con cui il dolore si presenta in modo più acuto sta aumentando. Ok, mi dico, Martina mi aveva avvertito; prendo paracetamolo, vado a letto e sarà finita qua. Col cavolo!

Alle quattro di mattina mi sveglio con un dolore lancinante su tutta la fascia lombare; provo a cercare una posizione che migliori la situazione, invano. Manifesto la sofferenza a Romina. Le viene in mente la fascia con noccioli di ciliegie; la riscalda; avverto beneficio. Dalle quattro alle sette è tutto un continuo "scalda fascia-appoggia fascia" per Romina e "gira fianco dx-gira fianco sx-pancia in su-pancia in giù" con tutte la varianti possibili di posizione delle gambe per me. Riesco a spisolarmi, alle 8 mi alzo, raggiungo la cucina e tutto un tratto mi sembra di essere trafitto da una freccia nella fascia lombare e da un'altra freccia nel petto; respiro bloccato. Non m muovo. Piango dal dolore. Passa. Respiro. Riprendo a camminare. Poco dopo stessa sensazione. Provo a far colazione, poggiandomi sul piano della cucina come facevo qualche anno fa prima dell'intervento di ernia del disco. Quali brutti e tristi ricordi riaffiorano in me... Assumo altra dose di paracetamolo. Rileggo il bugiardino del farmaco. Il sintomo è compatibile con gli effetti comuni collaterali. Con Romina decido che al pronto soccorso ci andrò stasera, voglio provare a resistere.

Provo a distendermi sul divano. Invano. Mi vengono in mente tutte le posizioni antalgiche che mi hanno insegnato. Le provo tutte. Mi accovaccio su me stesso, finalmente riesco a respirare. Il dolore si attutisce. La mattina prosegue tra una posizione e un'altra, alla ricerca di contenere il dolore. Prima di pranzo, vado in bagno. Mi specchio. Impreco contro Black. Cosa vuoi ancora? Perché anche questa sofferenza? Invoco lo Spirito Santo di darmi la resistenza. Piango. Il piatto di "bigoli al torcio" col ragù sarebbe buonissimo, peccato che le fitte non mi lascino stare seduto. Black mi vuole disteso. Torno sul divano. Romina mi porge il buonissimo estratto di succo di lamponi e mela. Lo bevo con fatica.

Continuando a cercare la miglior posizione per resistere, giungono le 17. Mi ricordo del medico del pronto soccorso che mi dette serenità il primo "storico" mercoledì e poi che mi visitò quando ebbi i dolori al petto. Mi aveva lasciato il suo numero di cellulare. Lo chiamo, sperando sia di turno o che comunque io possa parlargli. Ho bisogno di sapere se è normale oppure no. Il suo cellulare squilla. Ok, forse è di turno. Mi risponde. Non ci credo, sono già più sereno. Lo aiuto a ricordarsi del mio caso, basta poco. Mi conferma che è di turno, è un momento di tranquillità e non lo sto affatto disturbando. Gli espongo della neutropenia e dell'inoculazione di filgrastim. Fa due conti e mi dice che la sintomatologia descritta potrebbe coincidere con il picco atteso proprio per le 72 ore successive. Mi invita a stare sereno fino a lunedì sera, quando semmai sarebbe il caso di presentarmi in pronto soccorso, dove sarebbe di turno. Termino la telefonata. Piango perché qualcuno mi ha dato la serenità necessaria per continuare a resistere. Condivido con Romina. Altra dose di paracetamolo. Mi spisolo via.

Al risveglio, rialzandomi, di nuovo la fitta lombare, meno intensa. Provo a camminare per raggiungere il divano. Resto rannicchiato su me stesso. Dopo un po' mi distendo e noto che il dolore è diminuito. Mi alzo, cammino un po'. Non oso crederci. Il dolore è diminuito. Riesco a sedermi sulla poltronciona, non ci posso credere. Ormai è ora di cena, meglio approfittare di questo momento di stasi. Mangiamo. Siamo stupiti: riesco a cenare stando seduto. Il tempo scorre e finalmente il dolore se ne sta andando. Che gioia! Andiamo a letto, finalmente fiduciosi. Dormo tutta la notte tutta d'un fiato. Wow! Stamattina mi sveglio, senza dolore. Non ci credo! Non ci crediamo!

Vado allo specchio, fisso Black: mi hai veramente prostrato ieri, ma non mollo. Vaffanculo Black, muori!

sabato 10 giugno 2017

Brioches

Ieri sera ho guardato un film alla TV. Ad un tratto un personaggio, per incitare un suo collega di lavoro a lasciarsi andare e a non vivere di rimorsi, afferma: "La vita è breve, hai diritto a momenti di felicità".

"La vita è breve" Non sappiamo quanto abbiamo da vivere. La durata della vita è un po' come un metro: 1 centimentro = 1 anno di vita; mediamente, per gli uomini, la vita dura 80 centrimetri. Io sono arrivato a metà, ho già colorato 39 centrimetri. Probabilmente, per effetto di Black, la mia vita durerà anche meno, chi lo sa. Non so quanti centrimetri Dio mi permetterà di vivere. Ma capisco che in questa scala graduata, per quanto possano essere presenti sofferenza e tristezza, devono essere presenti anche felicità e gioia. "Hai diritto a momenti di felicità"

Ripenso a giovedì quando con Romina, di buon mattino, ci siamo recati in pasticceria per fare colazione con le buone brioches farcite di crema. E poi a casa, ad attendere l'arrivo di papà e zia (e della pasta fresca!). Momenti di felicità.

Rivolgo lo sguardo a Romina, anch'essa seduta sul divano, sul mio fianco, a guardare la TV. Ripenso al tratto di vita che ho condiviso e che sto condividendo con lei. Mentalmente, scorro velocemente il nastro su cui sono impressi questi ultimi dodici anni. Vedo tanta felicità. "Grazie Romina, mi hai sempre reso felice!" le sussurro mentre, stringendo le sue mani, appoggio la mia testa sulla sua spalla. Lei sorride.

Ripenso a questi ultimi due mesi in cui Black, comparendo, ha letteralmente messo a soqqadro la vita mia e quella di Romina (e probabilmente quella di qualcun altro). Anche rileggendo tutti i post, non sono stati due mesi unicamente bui, nonostante il turbinio di eventi successi e il bailamme di emozioni provate. Dovendo essere sincero, sono stato anche felice.

Ci corichiamo a letto. Mi resta solo il pensiero dei centrimentri che mi possono restare da vivere; pochi, tanti... Romina intuisce, mi abbraccia. Pochi o tanti, non importa; l'importante è andare a cercare ciò che può renderti felice, come una brioches in pasticceria per colazione! Mi addormento sereno.