Premessa: se non ti piace il caffè, sostituisci nella lettura del post il caffè con il the, la cioccolata o qualunque bevanda che ti piace!
Hai mai pensato a quanto importante sia il caffè nella tua vita quotidiana? Lo bevi al termine di un pasto, durante una pausa al lavoro oppure anche solo per prendere qualcosa con gli amici al bar. Pensa di non poterlo bere in quanto il tuo stomaco, appena ricevuto, si contorcerebbe dal dolore.
Ebbene, è da fine Maggio che non bevo un caffè, in quanto le chemio a cui ho dovuto sottopormi per combattere Black hanno rovinato la mucosa gastrica. Sul finire di Giugno, al termine di una cena, avevo provato a bere un caffè, salvo essermene subito pentito... purtroppo!
Oggi, al termine dell'ennesimo pranzo consumato a casa, ho ceduto alla tentazione di bere un caffè. "Visto che le chemio sono finite da qualche settimana" ho pensato "magari la mia mucosa si è un po' sistemata!".
Ho così acceso la Mokona, aspettando che la spia mi indicasse che la macchina aveva raggiunto la temperatura d'esercizio. Quindi ho aggiunto la polvere nell'erogatore (rigorosamente caffè del commercio equo e solidale!), ho agganciato l'erogatore alla Mokona e ho premuto il pulsante, annusando il delizioso aroma che si sprigionava mano a mano che il caffè scendeva nella tazzina sottostante.
Infine, dopo aver aggiunto un po' di zucchero e averlo mescolato, ho gustato il caffè e ho atteso.
Di sicuro aveva raggiunto lo stomaco.
Nessun fastidio.
Di sicuro lo stomaco lo doveva aver "lavorato".
Ancora nessun fastidio.
Dopo un'ora, ancora niente.
Evvai! Ritorno alla normalità!
E così oggi mi gusto questo piccolo gesto di normalità. In attesa di iniziare le radioterapie, quando nuovamente la mia mucosa sarà messa in difficoltà. Ma intanto...
Normalità di un caffè. Dopo un'estate in cui le chemio mi hanno messo a dura prova, dopo un inizio di Settembre in cui sono stato ricoverato per una broncopolmonite presa fortunamente all'inizio, dopo una TAC di controllo che conferma la bontà della terapia... la normalità di un caffè!
martedì 26 settembre 2017
venerdì 15 settembre 2017
Pausa
"Come ricordava Lorenzo Perosi a don Orione, la pausa in musica è attesa di illuminazione, non è mai vuoto silenzio ed è per questo che è forse la parte musicale più difficile da eseguire"
(G. Ravasi, "Fino a quando, Signore?")
Le mie mani hanno premuto i tasti del pianoforte e della tastiera musicale un'infinità di volte. Ho eseguito e interpretato diverse partiture musicali. In esse erano presenti note e pause, entrambe con uguale dignità. Ma lì per lì non ho dato così tanta importanza alle pause.
Dalla fine dell'estate del 2003 fino alla primavera del 2004 vissi quella che oggi riconosco essere stata la mia prima "pausa musicale" della vita. Fu un periodo che ricordo essere stato duro, difficile. Piansi spesso nella mia solitudine, ingarbugliato nei miei pensieri e in quella che allora ritenni incapacità di reagire, ma che in realtà fu capacità di rigenerazione, trasformazione... evoluzione, nel senso etimologico del termine (dal lat. evolutio -onis, der. di evolvĕre, propr. «svolgere (il rotolo di papiro per leggere)»). Le note successive mi portarono in meno di due anni alla scoperta di Romina, alla laurea, al lavoro stabile e al matrimonio. Che papiro!!!
Black è la mia seconda "pausa musicale". La pausa è ancora in corso. Non nel senso del mio primo post. Il mio corpo, la mia mente, i miei pensieri, i miei sogni, le mie preoccupazioni... sono lì in attesa... di constatare la vittoria... per potersi assestare su nuovi equilibri, più ampi, più saldi, più profondi. E' una attesa attiva, anche se apparentemente appaio impaurito, a tratti sfiduciato. Sto prendendo coscienza di come la mia vita deve nuovamente evolvere, il papiro può essere svolto ancora per manifestare chissà quali altre realtà che compongono la mia caleidoscopica essenza.
Sì, la pausa non è un vuoto silenzio; per chi lo vuole, è l'anticipazione del tripudio musicale successivo. Ma richiede impegno nello stare, nell'ascoltare il prioprio io interiore, nel guardare le cose con occhi nuovi e quindi... nell'osare!
La mia vita è una splendida sinfonia!
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