lunedì 30 ottobre 2017

Scala a chiocciola

Oggi pomeriggio stavo riordinando alcune foto, e mi sono imbattuto nelle foto del nostro weekend a Londra dell'anno scorso. Tra i tanti luoghi, io e Romina abbiamo visitato anche The monument, il monumento eretto in occasione del grande incendio che devastò Londra nel 1666. E' una colonna con una splendida terrazza, raggiungibile unicamente salendo una scala a chiocciola composta da non ricordo più quanti scalini (comunque tanti!).

Ricordo il sole che, tramontando, illuminava gli alti edifici della City presenti tutto intorno di una splendida luce; e con essi, nonostante stesse per sopraggiungere la sera, riscaldava i cuori di me e di Romina, donandoci attimi di intensa commozione.

Lunedì scorso ho completato il ciclo di radioterapie previsto dal protocollo; nei giorni successivi ho appreso che, prima di poter sentirmi dire "Tutto ok, Davide: Black è morto!" devo attendere almeno un mesetto, periodo necessario affinché il mio corpo smaltisca le scorie prodotte dalle radio e affinché possa sottopormi alla TAC-PET di verifica (pena la sua inefficacia diagnostica).

Osservo l'immagine.

Sto salendo e ad un certo punto del percorso guardo giù, per vedere il percorso fin qui fatto; in basso è scuro; di scalini ne ho fatti, non pochi; qualche tratto è risultato meno impegnativo del previsto, qualche altro no; non so quanti scalini mi restano da percorrere; so che al termine, come a Londra, un sole accoglierà me e Romina, riscaldandoci e illuminando la splendida vista che da lassù potremo scorgere.

Stay tuned!

PS: Questi sono "I Giorni della Ricerca" dell'A.I.R.C.

giovedì 19 ottobre 2017

"Ogni istante"

Questo pomeriggio, come al solito, mi sono recato in ospedale per sottopormi alla quotidiana seduta di radioterapia. Ormai sono alla conclusione anche di questo ciclo di cure (meno due!!!). Oggi, differentemente dalle altre volte, non ero solo, ma accompagnato da Romina. Mentre ritornavamo a casa, hanno trasmesso alla radio "Ogni istante", l'ultimo brano di Elisa. L'ho voluto ascoltare, prestando la dovuta attenzione.
E così… scegliere
che ci sia luce nel disordine
é un racconto oltre le pagine.
Spingersi… al limite,
non pensare sia impossibile
camminare sulle immagini
e sentirci un po’ più liberi
se si può tremare e perdersi
è per cercare un’altra via nell’anima
strada che si illumina
la paura che si sgretola
perché adesso sai la verità
questa vita tu vuoi viverla
vuoi viverla.
E così… sorridere
a quello che non sai comprendere
perché il mondo può anche illuderci
che non siamo dei miracoli
e se ci sentiamo fragili
è per cercare un’altra via nell’anima
strada che si illumina,
e la paura che si sgretola
perché adesso sai la verità
questa vita tu vuoi viverla
vuoi viverla.
[...]
Mentre ascoltavo, mi colpiva molto la frase "la paura che si sgretola". Il desiderio di potermi svegliare domani e di poter affermare a me stesso che Black è vinto, definitivamente, che Black non ha lasciato strascichi nel mio corpo, che non devo più badare allo stato di salute di chi mi sta attorno per evitare fonti di virus, batteri & co., che posso permettermi di non indossare una maglia anche se effettivamente fa freddo, che non devo ripararmi dal vento se sono sudato, che non devo più sospettare dei segnali che il mio corpo mi invia...

Giunto a casa ho recuperato il testo della canzone e me lo sono letto per bene. Col cuore. "Questa vita tu vuoi viverla". Da affermazione a domanda. E' il punto focale. Voglio vivere questa vita? Beh, sì.

Voglio vivere questa vita in profondità, così come si presenta, nel bene e nel male, anche con Black e relative conseguenze? Mmmmhhh. Domanda più difficile! Ovvio, tutti vorremmo poter condurre la nostra vita senza sofferenze, privi di dispiaceri. Sono consapevole che il male fa parte del mio vivere, al pari del bene. Ma accettare la compagnia di Black e di ciò che esso potrà apportare alla mia vita futura...

"Questa vita tu vuoi viverla". Da affermazione a domanda e da domanda ad affermazione. E' il traguardo che vorrei raggiungere!

martedì 3 ottobre 2017

Prendersi il tempo

Stamattina stavo riordinando il file system del mio PC, quando mi sono imbattuto in un paio di video che a suo tempo avevo creato a partire da altrettanti set di fotografie; il primo riguarda il viaggio di nozze, il secondo le ferie sulle isole Tremiti. Li ho così rivisti. E mentre ero lì, incollato al monitor, la coppia testa-pancia si è messa in moto.

E' da un po' che sto cercando di ridefinire il concetto di “voglio vivere bene”, stabilendo nuove priorità e scegliendo come ripartire “al meglio” la risorsa più preziosa che abbiamo, il tempo. Non è banale. Anzi. Rivedendo momenti particolari della mia vita, mi sono accorto che devo vivere appieno gli istanti della mia vita che Qualcuno continua a donarmi, non posso permettermi di sprecarli.

Black si è manifestato, mi ha costretto ad un ricovero (due, includendo quello precauzionale per la polmonite), mi ha lasciato alcune cicatrici fisiche (ma non solo) sulla pelle, non mi ha permesso di vivere l'estate 2017 come avevo progettato (banalmente, abbronzarmi al sole, né nuotare nel mare o camminare nel mezzo delle montagne)... ma così facendo mi ha fatto un dono, quello di poter rendermi conto della qualità della vita che conduco.

Un detto cinese recita più o meno così: “Prenditi il tempo, altrimenti se lo prenderà la malattia”.

Prendersi il tempo.

Per dire a mia moglie che la amo. Per stampare le fotografie digitali (che altrimenti non guarderei più) e ordinarle in un album. Per sfogliare gli album fotografici. Per guidare l'auto su strade mai percorse prima. Per ascoltare il rumore del vento in montagna. Per andare al museo di Orsay a Parigi ad ammirare i quadri degli impressionisti. Per andare a trovare un amico che non vedo da anni (e se proprio non è possibile, almeno telefonargli!). Per andare da mamma e papà e dire loro che sono contento dei valori che mi hanno trasmesso. Per fermarmi di ritorno dalla radioterapia e prendere un caffè con una pasta in pasticceria. Per divertirmi con un gattino. Per giocare con qualcuno a Risiko. Per andare al cinema. Per ascoltare un concerto. Per leggere almeno uno dei tanti libri che giacciono impolverati nella libreria. Per suonare la tastiera. Per andare in bicicletta. Per andare a scoprire per qualche giorno l'Irlanda. Per assistere ad un'opera teatrale. Per trovarmi con i miei fratelli e ridere ricordando il passato, oppure entusiasmarmi con loro per il futuro. Per passeggiare immerso nella natura.

Non so quanto tempo ho davanti a me. Mi spiacerebbe trovarmi sul punto di morire e rendermi conto di non aver vissuto, di aver sacrificato tempo prezioso per attività relative (anche se sul momento, non lo erano affatto).

PS: oggi fatta prima radio. Avanti!

lunedì 2 ottobre 2017

Cambio di stagione

E' da qualche giorno che avverto come la vita (intesa come energie, voglia di fare) stia tornando a scorrere in me. E così sabato scorso, ultimo giorno di Settembre, io e Romina abbiamo passeggiato in un bosco, ammirando la bellezza di quel cambio di stagione che porta le foglie dapprima ad ingiallire e poi ad arrossare.

E abbiamo brindato due volte.

Alla fine dell'estate. Al principio dell'autunno.


Nel primo brindisi ho rivissuto un'estate caratterizzata da chemio, nausee, prurito, stanchezza, polmonite, ma anche da incoraggiamenti, pacche sulle spalle, sorrisi, presenze... emozioni forti che spesso hanno sfociato in lacrime... colori come il verde di una collina su cui poggia l'azzurro intenso del cielo, il rosso dei lamponi mentre sullo sfondo svetta il giallo dei girasoli, il ciclamino dei piccoli fiori nascosti nel sottobosco...

Nel secondo brindisi, invece, ho visto le radioterapie che da domani mi impegneranno ogni giorno. Ma non solo. Ho visto anche la vita che dovrebbe riprendere a girare normalmente, o meglio, la NUOVA vita che dovrebbe iniziare a girare normalmente. Chissà.

Intanto assaporiamo questo cambio di stagione!