domenica 31 dicembre 2017

2017... bilancio


Eccomi qui, giunto alla fine di quest'anno... il 2017...

Che anno...


È iniziato con qualche giorno di ferie in montagna e, anche se artificiale, ho sciato sulla neve. Prometteva bene: dai che quest'anno imparo lo skating... dai che quest'anno faccio un corso di avvicinamento al vino... dai che quest'anno chissà dove andremo in ferie... è così via!

Poi è giunto Black, in silenzio, a modificarmi i progetti...

La stanchezza, la pelle secchissima e arrabbiata, l'ingrossamento del collo, gli esami inutili... (febbraio e marzo) e poi... il ricovero per la biopsia e la TAC, la TAC-PET... la diagnosi di Linfoma di Hodgkin... le paure, i pianti, le strette con Romina... (aprile)

In maggio ho iniziato le chemio, proseguite per tutta l'estate; a settembre la polmonite, a ottobre le radioterapie, a novembre la lenta ripresa, a dicembre il fantasma di Black, il rientro al lavoro e... questi giorni di FERIE... direi proprio guadagnati per me e Romina!!!

Ma per fortuna non c'è stato solo Black in quest'anno...

Tante cose sono state riscoperte, alcune in modo davvero inaspettato, altre in modo assai profondo... come l'importanza di un abbraccio intenso e sincero... come l'importanza del non sprecare il proprio tempo, scegliendo come impiegarlo nel miglior modo possibile... l'importanza dell'amico/a che si fa presente... la gioia della compagnia... la soddisfazione delle piccole conquiste fatte giorno dopo giorno... l'amore verso me da parte del mio esercito di alleati contro Black...

Ieri Romina, mentre la neve scendendo sulle piste rendeva magico lo scorrere del tempo, mi ha confidato "Mi viene da piangere vederti sciare!". Le ho risposto ridendo "È vero che lo skating lo sto imparando e mi serve tempo... ma scio così male???"!!!!

No Romina, hai proprio ragione: piango anch'io nel ritrovarmi con gli sci ai piedi mentre spingo per andare avanti, per raggiungere la meta... che non è soltanto il percorso sulla neve... anzi! Il fantasma di Black mi gira attorno, ma in questi giorni... chissenefrega... vedo solo la bella neve intorno a me! E allora... voglio proprio sperare in un 2018... strepitoso!!! Attendiamolo!!!


Stay tuned e buona conclusione d'anno... ma ovviamente... auguri per uno spumeggiante inizio 2018!!!




martedì 26 dicembre 2017

Natale

Natale.

Oggi ho festeggiato Natale con la mia famiglia di origine. Ad un certo punto è risuonata la domanda "Cos'è Natale per te?".

In ordine di arrivo...

Quest'anno Natale è un abbraccio con un amico che sta per diventare padre per la seconda volta... e che ci teneva affinché trovassimo un po' di tempo per vederci!

Quest'anno Natale è sentirmi dire "Uhhhh... che bel colore!", riferito ad un maglione regalato!

Quest'anno Natale è un fugace scambio di pensieri con gli zii con cui trascorreremo una serata aspettando l'arrivo della Befana!

Quest'anno Natale è un continuo abbraccio con mia sorella, con cui finalmente posso lasciar parlare la pancia (che ci fa scappare anche le lacrime!)!

Quest'anno Natale è vedere i nipoti sempre più grandi e in gamba, contenti anche per un semplice pensiero come un berretto!

Quest'anno Natale è un guardare negli occhi mio fratello e per un attimo ritrovarmi bambino davanti all'albero di Natale!

Quest'anno Natale è un abbraccio con i cognati, contenti di ritrovarci dopo un po' di mesi!

Quest'anno Natale è la benedizione ricevuta da nostro papà mentre ci accingevamo ad iniziare a mangiare!

Quest'anno Natale è un pranzo, fatto di un semplice aperitivo, un pasticcio preparato dal papà (che ha ereditato ricetta e stile della mamma!), un secondo di carne condito da buone verdure, un po' di vino, un po' di frutta, qualche dolcetto preparato dalle ragazze e l'offella che abbiamo condiviso... stappando un buon bollicine!
 Quest'anno Natale è un biglietto di auguri del papà personalizzato per ciascuno di noi figli e nipoti!

Quest'anno Natale è tanti piccoli regalini ricevuti!

Quest'anno Natale è l'allegria che ha invaso le due tavole su cui eravamo disposti!

Quest'anno Natale è tornare a casa con Romina al mio fianco, contenti per la giornata trascorsa, sereni per i momenti vissuti bene!

Cos'è Natale per me? "Un po' di tempo con mio papà, un abbraccio con mia sorella e mio fratello!"

Buon Natale a tutti!

venerdì 22 dicembre 2017

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

è trascorso un po' di tempo dall'ultima volta che ti ho scritto una lettera. Stavolta, anziché la classica lettera cartacea, preferisco scriverti in formato elettronico (ho sentito dire che ti sei aggiornato anche tu!).

Come ben saprai (altrimenti come faresti a sapere se mi sono comportato bene nel corso dell'anno???), quest'anno ho fatto la conoscenza di un nuovo... ehm... amico... che si chiama Black. Oddio, chiamarlo amico bisogna aver coraggio. Io proprio non lo avrei voluto manco conoscere, ma purtroppo lui si è presentato a me senza che potessi fare nulla per evitarlo.

Non è stata affatto una piacevole compagnia, anzi. Non voglio raccontarti gli scherzetti che mi ha combinato (e che continua a combinare, il disgraziato!)... mi auguro solo non sia nella tua lista dei bambini a cui porterai un dono!

In questi giorni in cui sono rientrato al lavoro, ho avuto modo di parlare con qualche collega. Per fortuna alcuni colleghi sono innanzittutto degli amici, persone con un proprio bagaglio di esperienze e di vissuti. Qualcuno di questi mi ha invitato a pensare in positivo, in modo da non coltivare negatività che inevitabilmente (secondo il loro pensare) finirebbero per trasformarsi in malattia (della serie... se pensi di avere una recidiva... di sicuro te la ritroverai!).

Una settimana fa ho avuto l'esito della TAC-PET che avrebbe dovuto fungere da spartiacque tra la fase di terapie per la malattia e la fase di follow-up, il discriminante tra l'essere malato e l'essere guarito. Bene, da quell'esito non emerge in modo nitido che ho passato il guado, né che sono ancora malato; quell'esito "potrebbe" essere falsato e quindi devo ripetere l'esame tra qualche settimana.

Solo che... l'attendere non è il mio forte!

Ti chiederai cosa c'entri tu in tutto questo...

Caro Babbo Natale, mi piacerebbe davvero tanto che tu mi potessi donare la serenità durante questa attesa, la capacità di resistere all'abbattimento, ai pensieri cupi, alla negatività. Mi sento come un aereo che dopo aver rullato ed essersi posizionato sulla pista pronto per il decollo (perché vuole e soprattutto deve volare!), rimane in attesa di un ok dalla torre di controllo che tarda ad arrivare. E più passa il tempo, più si innervosisce!

Non ho bisogno di altri doni, anche perché il dono più bello (dopo quello della vita che mi è stata donata ormai quarant'anni fa) già ce l'ho... Romina! Al massimo porta a Romina qualche ricostituente per aiutarla a sostenermi così come ha sempre fatto e come ha saputo fare in questi mesi che non sono stati di certo facili, anche per lei!

Ah... dimenticavo... se rimane un po' di posto nel tuo mega-sacco... porta almeno un sorriso a tutti quei bambini e ragazzi (e alle loro famiglie) che si stanno sottoponendo a trattamenti chemioterapici e/o radio... è un passaggio duro per un adulto... figurarsi per un bambino! Ma sono certo che per questi "regalini" hai sempre posto!

Davide

giovedì 21 dicembre 2017

Rientro

Non pensavo di emozionarmi così tanto. Invece è successo.

Lunedì scorso sono rientrato al lavoro. Dopo più di sei mesi di assenza, ho varcato la soglia dell'ufficio e ho timbrato. Un'azione talmente abituale ma che non compivo da tanto tempo. Vengo accolto assai calorosamente da Katia, mi abbraccia stringendomi molto forte. Sono stupito. Mi fa piacere.

Subito si avvicinano anche altri due colleghi, già presenti in ufficio. E poi piano piano arrivano alla spicciolata tutti gli altri. E' un tripudio di sorrisi, di pacche sulle spalle e anche di abbracci. Qualcuno un po' raffreddato sta fisicamente distante ma lo sento ugualmente vicino. Bello!

Cerco di riprendere a lavorare. Un po' difficile. Un po' tanto. Ma va bene così!

Verso le 11.00, mentre sono in riunione col capo, vengo invitato nella salette riunioni. Colpo al cuore. Come per i compleanni (quando il festeggiato offre ai colleghi qualcosa per festeggiare), tutti i colleghi sono radunati... per me... per festeggiare il mio rientro! Sono spiazzato, letteralmente. E in più trovo un dono per me da parte loro, unito ad un biglietto. Un bel dono, una selezione di vini. Giusto giusto ora che mi sto appassionando di vini. E senza che loro sapessero di questa mia nuova passione!

Scrivevo del biglietto.

Nella lettura mi emoziono tanto, non pensavo potesse succedere. In me è un'esplosione di sentimenti. Da un lato il piacere di vedere tanto affetto, manifestazione dell'augurio di un rientro alla normalità; una normalità che voglio respirare a pieni polmoni, di cui voglio godere ancor di più di quanto ho fatto prima dell'arrivo di Black. Dall'altro il referto della settimana scorsa che non è proprio quello che volevo ricevere; un referto che mi tarpa le ali; un referto che mi limita, che mi lega ad un bagaglio di emozioni e di timori di cui farei volentieri a meno.

Da questo scontro di sensazioni, nascono due-tre lacrime.

Sono rientrato!

Fantasmi

Giovedì scorso mi sono recato di buon mattino per sottopormi alla TAC-PET; subito dopo l'accettazione (dove mi informano che potrò ritirare il referto il giorno seguente), mi accomodo nello studio medico dove mi pongono le domande di rito, quindi, passata una mezz'oretta, l'infermiera mi applica un'agocanula e mi inietta così il glucosio reso radioattivo. Quindi sono invitato a riposarmi su una poltrona in una saletta ad hoc, dove le luci sono abbassate: devo evitare ogni sforzo affinché il tracciante si depositi soltanto sulle cellule realmente attive. Dopo circa un'oretta, il mio corpo è sottoposto ad una doppia scansione: la prima è la classica TAC (sebbene poco precisa), la seconda è la PET. E' un esame non proprio veloce, bisogna stare fermi per una ventina di minuti. Purtroppo qualcosa va storto e devo ripeterlo. Ho fame, ma è troppo tardi per fare colazione. Vabbè, va così.

Venerdì mi presento per ritirare il referto. Il temuto e desiderato referto. Il pezzo di carta che mi permette di non sentirmi più nella fase delle terapie ma di essere nella fase di follow up, la fase in cui appunto si è considerati "guariti" ma sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Ho paura, ho tanto timore. E' la prima volta che non riesco ad aprire e a leggere io un referto. E' più forte di me. Lascio a Romina l'ingrato compito. Lei inizia a leggere, ma non a voce alta. Così devo leggere anch'io. Dopo qualche frase di rito, mi imbatto in "...si apprezza un'area di moderato iperaccumulo del radiofarmaco in corrispondenza di due/tre millimetrici noduli posti al III livello  laterocervicale di sinistra, sede di pacchetto adenopatico sottoposto a trattamento radiante. Questi reperti sono di dubbio significato clinico e sono meritevoli di valutazione ecografica."

Cazzo!

Ecco, lo sapevo. C'è ancora qualcosa, oppure si è già riformato qualcosa.

Cerco di mettermi in contatto con l'ematologa che mi segue, invano, anche se la segretaria mi dice che cercherà di mettersi in contatto con me nel pomeriggio. Il pomeriggio trascorre invano, giunge la sera, passa la notte e arriva sabato. Nel tardo pomeriggio arriva finalmente un contatto, seppure per mail; in sostanza l'esame è stato fatto troppo presto, nonostante siano già trascorsi i giorni che mediamente servono per smaltire la radioterapia; probabilmente a me servivano giorni in più, così il risultato dell'esame è sfalsato. Adesso bisogna attendere uno o due mesi prima di ripetere la TAC-PET; nel frattempo, un'ecografia permetterà di suffragare quest'ipotesi.

Non sono affatto sereno, anzi. Nonostante tutti attorno a me mi invitino a non trarre conclusioni affrettate (recidiva?), io non riesco a stare tranquillo. Ho sofferto tanto per le chemio e le radio, per il tempo sottratto all'estate, per la "normalità" di cui sono stato privato.

Vaffanculo Black. Proprio ora che stavo iniziando veramente a rilassarmi, a considerarti una cosa "non più mia". Ricompari. Come un fantasma, ti presenti e agiti il mio presente. Ti diverti alle mie spalle. Magari sei proprio sparito, ma come un fantasma, aleggi. E così facendo, mi fai temere il peggio.

Uno o due mesi di attesa... chissà...

giovedì 14 dicembre 2017

Esame

Eccomi qua, in attesa che mi applichino un catetere venoso periferico con cui iniettarmi il glucosio reso radioattivo; Black e tutti i suoni amici sono affamatissimi di zuccheri e faranno di tutto per accaparrarsi il liquido...attirando a sé al contempo la sostanza radioattiva che serve proprio per localizzare le cellule tumorali e per determinare la loro "fame".

A questo esame (TAC-PET) mi sono già sottoposto due volte, la prima in Aprile, quando ho conosciuto Black, la seconda in Luglio, giunto a metà delle chemio.

In entrambe le occasioni ero preoccupato; la prima volta era tutto nuovo: sentirò male? Cosa succederà? E quale sarà il responso? Quanto attivo sarà Black?

La seconda volta bisognava accertarsi che le chemio stessero facendo il loro sporco lavoro: Black si sta sgonfiando? È ancora attivo come prima?

Oggi è ancora diverso...oggi il responso è come una parete divisoria tra un cielo azzurro in cui poter finalmente volare e un baratro scuro e inquietante in cui ripiombare...

Romina come sempre è al mio fianco, non mi molla; siamo pronti per spiccare il volo, vogliamo volare!

domenica 3 dicembre 2017

Avvento

Eccoci qua, anche quest'anno, posti di fronte alle imminenti feste natalizie. L'ansia degli addobbi, dei regali, dei menù... Lo ammetto, non mi sottraggo.

Ieri mattina io e Romina abbiamo ripescato gli scatoloni con tutto il necessario per rendere natalizia la nostra casa. Ovviamente non poteva mancare la "costruzione" dell'albero di Natale... Led dopo led, pallina dopo pallina, addobbi vari dopo addobbi vari...

E mentre l'albero "cresceva", dentro di me mi animavo, mi sentivo vivo. E' un periodo davvero speciale. Sto uscendo da mesi in cui Black ha praticamente fatto il bello ed il cattivo tempo con il mio corpo e la mia mente.

Pian piano le terapie stanno concludendosi e io sto recuperando le energie e i desideri. Non ho ancora un responso chiaro che indica l'avvenuta guarigione... sto attendendo... e so che anche dopo per qualche anno sarò soggetto ad indagini periodiche... diciamo che mi aspetta un avvento lungo qualche anno!

Ma realizzare l'albero, quest'anno, per me vale qualcosa di più: è la speranza di poter effettivamente dire "Black hai perso, non ci sei più! Ho vinto io! Ho resistito alle sofferenze delle chemio e delle radio, ho dovuto accettare di non poter trascorrere qualche giorno al mare, ho lottato per farmi forza e guardarmi senza capelli allo specchio, mi sono accontentato di tante parole perché gli abbracci mi erano vietati... e alla fine ho vinto!"

Non sappiamo quanto tempo ci resta da vivere; poco o tanto che sia, viviamolo bene, cerchiamo le cose che davvero ci fanno vivere. Non sprechiamolo! Buon avvento a tutti!