giovedì 21 dicembre 2017

Rientro

Non pensavo di emozionarmi così tanto. Invece è successo.

Lunedì scorso sono rientrato al lavoro. Dopo più di sei mesi di assenza, ho varcato la soglia dell'ufficio e ho timbrato. Un'azione talmente abituale ma che non compivo da tanto tempo. Vengo accolto assai calorosamente da Katia, mi abbraccia stringendomi molto forte. Sono stupito. Mi fa piacere.

Subito si avvicinano anche altri due colleghi, già presenti in ufficio. E poi piano piano arrivano alla spicciolata tutti gli altri. E' un tripudio di sorrisi, di pacche sulle spalle e anche di abbracci. Qualcuno un po' raffreddato sta fisicamente distante ma lo sento ugualmente vicino. Bello!

Cerco di riprendere a lavorare. Un po' difficile. Un po' tanto. Ma va bene così!

Verso le 11.00, mentre sono in riunione col capo, vengo invitato nella salette riunioni. Colpo al cuore. Come per i compleanni (quando il festeggiato offre ai colleghi qualcosa per festeggiare), tutti i colleghi sono radunati... per me... per festeggiare il mio rientro! Sono spiazzato, letteralmente. E in più trovo un dono per me da parte loro, unito ad un biglietto. Un bel dono, una selezione di vini. Giusto giusto ora che mi sto appassionando di vini. E senza che loro sapessero di questa mia nuova passione!

Scrivevo del biglietto.

Nella lettura mi emoziono tanto, non pensavo potesse succedere. In me è un'esplosione di sentimenti. Da un lato il piacere di vedere tanto affetto, manifestazione dell'augurio di un rientro alla normalità; una normalità che voglio respirare a pieni polmoni, di cui voglio godere ancor di più di quanto ho fatto prima dell'arrivo di Black. Dall'altro il referto della settimana scorsa che non è proprio quello che volevo ricevere; un referto che mi tarpa le ali; un referto che mi limita, che mi lega ad un bagaglio di emozioni e di timori di cui farei volentieri a meno.

Da questo scontro di sensazioni, nascono due-tre lacrime.

Sono rientrato!

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