lunedì 22 maggio 2017

Non mi spezzo

Beh, finché non arriverà il giorno della seconda chemio... che nessuno osi dirmi "Dai, ne hai fatta una... te ne restano ancora 7!".

Matematicamente sì, me ne restano ancora 7... peccato che il bombardamento di mercoledì mi stia mettendo a soqquadro!!! Quindi dirò che ho fatto la prima chemio quando mi presenterò per la seconda!

Chissà perché mi ero convinto che, passati i primi due giorni post-chemio, le cose sarebbero migliorate. Invece. I giorni passano, ma la stanchezza rimane, il sonno (scarso) è sempre meno profondo e succede che appaiono sintomi mai avvertiti prima e che mi fanno drizzare le orecchie come succede ad un lupo affamato da giorni nella steppa siberiana quando ode un rumore riconducibile ad una possibile preda!

Ieri sera iniziai ad avvertire un peso sul petto. Non continuo. Irregolare. Qualche volta a destra, qualche altra a sinistra, qualche altra ancora in mezzo. E poi quelle palpitazioni mai provate prima...

Cuore? Infarto?

Davide, respira, stai calmo: hai fatto da poco l'ECG e l'ecocardiogramma; tutti e due erano a norma.

Sì, ma...

Cinque giorni fa ho iniziato le chemio... che mi abbiano già rovinato? Che sia allergico a qualcosa? Che la cura debba essere rivista per qualche motivo?

La notte passa (pur avendo visto tutte le ore!!!) e finalmente arriva il giorno. Faccio colazione. Per fortuna anche oggi c'è l'ho fatta e, anzi, il latte sa di latte buono! Wow!!!

Romina mi saluta. Sì sincera che sto bene e che può "lasciarmi a casa da solo". Sento il medico di base perché al lavoro non riesco proprio ad andare e necessito quindi di giorni di malattia. Tutta la settimana. Porca puttana! Io che pensavo 2-3 giorni. Ok. Mi guardo allo specchio e mi carico. Il tempo che serve. Non di più e non di meno. Ma Black la deve pagare. Deve pagare per tutti questi giorni che sto soffrendo o che comunque non mi permette di vivere normalmente.

Telefono a Raffaele. "Raffaele, ciao, sono Davide. Ascolta, da ieri sera ho palpitazioni" "Sì, ci sta. Prendi pure qualche goccia di xxx e domani magari se non ti passa vieni qui" "Ok, ma ho anche questa sensazione al petto" "No, allora vieni subito in pronto soccorso per un ECG. Meglio un giro a vuoto, dai"

Torno allo specchio. Con stupore noto uno sguardo particolarmente fiero. Non c'è rabbia o sofferenza, né disperazione. Ma fierezza. Sto battagliando contro Black. Non mi risparmia nulla. Non mi dà tregua. Eppure, resisto. Ho paura, sia chiaro. Ma ho la certezza della vittoria. Mi guardo e mi vedo figo, anzi, super-figo!

Arrivo al PS, spero di trovare poche persone. Parcheggio pieno, sala di attesa ancora più gremita: 20 minuti di fila per accedere al triage. Arriva il mio turno. Descrivo i sintomi. Mi fanno distendere su un lettino. Mi hanno assegnato codice giallo. Vengo visitato in pochi minuti. Trovo lo stesso medico che in quel lontano mercoledì, di sera, mi tranquillizzò il sufficiente per acconsentire al ricovero. Mi sento già sereno. ECG sembra a posto. Prelievo. Mi spostano in osservazione. Attendo. Esami ok, ma poiché i sintomi ci sono ancora, preferiscono ripeterli. Pranzo. Prelievo. Esiti ok. Mi dimettono. Torno a casa. Finalmente mi distendo sulla "poltronciona", la nostra poltrona IKEA. Attendo il rientro di Romina, col suo sorriso che di colpo cancellerà le paure e le fatiche della giornata.

È strano. Più si manifestano gli effetti della chemioterapia nel susseguirsi dei giorni, più mi sento invincibile, indistruttibile, futuro vincitore. Il mio nome... il programma della mia vita?

Mi piego ma non mi spezzo!

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