Al risveglio, mentre facevo colazione (la cosa che più adoro: tassativamente da farsi appena sveglio, ancora con gli occhi quasi chiusi!), chissà perché mi è venuta in mente la dichiarazione di guerra dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale!
La storia è la materia scolastica che ho sempre amato e preferito. Storia intesa non come mera sequenza di date e luoghi da mandare a memoria, bensì Storia, con la S maiuscola. Un continuo intreccio di vite di persone che, in base alla loro influenza, hanno più o meno condizionato il corso degli eventi dell'umanità, consegnandoci il mondo così come lo abbiamo ora.
Pur non essendo nazionalista, ho sempre studiato con grande ammirazione il periodo del Risorgimento italiano, periodo che ha trovato compimento dei suoi obiettivi proprio con i tristi fatti della Prima Guerra Mondiale. Il 24 Maggio 1915, schierandosi al fianco di Francia, Gran Bretagna e Russia, l'Italia dichiarava guerra all'impero Austro-Ungarico e alla Prussia (leggi Germania) con queste parole:
"Soldati di Terra e di Mare! L'ora solenne [...] è suonata.
Seguendo l'esempio del mio Grande Avo, assumo oggi il comando supremo delle forze di terra e di mare con sicura fede nella vittoria, che il vostro valore, la vostra abnegazione, la vostra disciplina sapranno conseguire.
Il nemico che vi accingete a combattere è agguerrito e degno di voi. Favorito dal terreno e dai sapienti apprestamenti dell'arte, egli vi opporrà tenace resistenza, ma il vostro indomito slancio saprà di certo superarlo.
Soldati! A voi la gloria di piantare il tricolore d'Italia sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra. A voi la gloria di compiere [...] l'opera [...]."
(Re Vittorio Emanuele III)
Lungi da me inneggiare alla guerra. Ma stamattina mi sentivo sul serio un combattente! Ma mi sentivo anche il Re che incitava le proprie truppe!
Dopo colazione mi sono recato in reparto, il famigerato "Reparto oncologico". Penso che la stragrande maggioranza di tutti noi abbia timore per almeno due dei seguenti reparti: Rianimazione, Terapia intensiva, Oncologia, Psichiatria. Si sa della loro esistenza, ma quando li si incrocia per sbaglio, istintivamente si guarda da un'altra parte, si cambia percorso.
Anch'io ho sempre guardato da un'altra parte. Finché la vita non mi ha costretto ad entrare in Terapia intensiva per mio papà, in Psichiatria per una persona a me molto cara, in Oncologia per mia mamma e per me. Porca miseria... sono entrato anch'io in Oncologia... per curarmi... o meglio... per demolire Black, per ridurlo in polvere, per raderne al suolo ogni minimo accampamento in me!
Ho varcato la soglia e subito Raffaele mi ha fatto accomodare sulla poltrona blu; alla mia destra c'erano altre sedie, tutte colorate diversamente.
Il PICC-PORT è stato sfruttato subito (che invenzione!).
E alle 08.30 ho iniziato finalmente a bombardare Black!!!
O meglio. Fino alle 9 circa ho scavato le trincee e ho predisposto le misure antiaeree, lasciandomi iniettare sostante atte a mitigare gli effetti collaterali.

Poi Elena ha aperto il rubinetto della prima delle quattro sostanze, l'unica di colore rosso. Ho volutamente seguito il percorso del farmaco che dalla boccetta, passando per la pompa ad infusione, scorreva nei tubicini, si avvicinava al PICC-PORT, vi entrava... e qui ho immaginato... proseguiva nel catetere di silicone fino ad uscire nella vena succlavia e quindi, pompato dal mio cuore, raggiungere tutto il corpo... ma in particolare... Black...
Poverino: chissà cos'avrà pensato nel vedersi arrivare il mio esercito!
E poi secondo una sequenza prevista dal protocollo della terapia, tutte le altre sostanze (nella seconda foto vi è l'albero delle chemio!).
Infine... pulizia del catetere e via a casa per riposarmi!
Nel pomeriggio Black si è fatto sentire. O meglio. Il bastardo ha reagito al mio cannoneggiamento! Una stanchezza impressionante è calata su di me. Come quando si ha l'influenza e si sentono le ossa stanche.
Ho aspettato il rientro dal lavoro di Romina (per fortuna avvenuto da lì a poco), ho condiviso con lei i sentimenti provati nella mattinata: l'aver ricevuto tanti messaggi (mi ha profondamente emozionato sentirmi in unità con un compagno delle elementari che non vedo da qualche tempo!)... l'aver condiviso l'ultima ora di infusione con una cara amica venuta a farmi compagnia direttamente in reparto (il cui marito è a credito nei confronti di Dio!!!!)...
Quindi mi sono coricato e mi sono riposato.
Ma non potevo darla vinta a Black. Dovevo descrivere la prima vera battaglia ad armi pari!
Ok, il primo scontro è andato. Ora attendo nelle prossime ore (e forse giorni) l'ulteriore reazione di Black. Ma io devo raggiungere l'Ortigara con gli sci ai piedi insieme ad Andrea!
Stay tuned!
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