domenica 7 maggio 2017

L'inizio di Black

"Rivestiti che poi parliamo" mi disse il medico di base al termine di un'accurata ed approfondita visita.

Attendevo da tre settimane questa visita, visto che nelle settimane precedenti ero stato visitato da medici che sostituivano la dottoressa, il medico di base. Ma i miei sintomi non mutavano e quasi peggioravano. Inizialmente una spossatezza esagerata, che non mi aveva mai appartenuto. Poi una tosse un po' stizzosa che si presentava dopo mangiato. E poi, tutto d'un tratto, guardandomi allo specchio, scorgo alla base del collo nella parte sinistra, uno strano gonfiore... dolente alla pressione... una pallina allungata di circa un paio di centimetri...
Preoccupato mi rivolgo al medico di base che, accidenti, è in ferie. Il sostituto cerca di tranquillizzarmi dicendomi che si può trattare di un linfonodo reattivo ma che non è il caso per ora di preoccuparsi. Mi prescrive comunque delle analisi del sangue (peraltro negative).
Primo giovedì!

Dopo neanche una settimana, inizio ad accusare dolore alla mandibola (o meglio, all'articolazione temporomandibolare... dopo un po' impari tutti i termini!), tanto da non riuscire a sovrapporre bene i denti molari... Inizio ad assumere un po' di Oki... ma decido di tornare dal sostituto....
Trovo un medico diverso, una donna. Anche lei mi invita a non preoccuparmi del linfonodo ingrossato (almeno mi conferma che si tratta di linfonodo) e mi prescrive una serie di esami del sangue e di proseguire con l'antidolorifico.
Secondo giovedì!

Fiducioso, proseguo nel prendere tre bustine al giorno di Oki, finché una sera non riesco proprio ad aprire la bocca.... aiuto....
Torno dal sostituto (lo stesso dell'ultima volta) che mi prescrive raggi e visita maxillo-facciale... cazzo... le cose si complicano... ma dai... non sarà niente.
Terzo giovedì!

I sintomi proseguono finché, saputo del rientro dalle ferie del medico di base, decido di recarmi da lei.
Primo mercoledì... 12 Aprile 2017... vigilia del Triduo Pasquale.

"Rivestiti che poi parliamo"
Terminato di rivestirmi, mi avvicino alla sua scrivania.
"Davide, le analisi del sangue vanno bene. Sì, hai un problema di eosinofili alti, risulta che hai avuto la mononucleosi ma che hai gli anticorpi... quindi è acqua passata... ma non sono convinta e penso che sia meglio prendere il sacco dall'alto. Puoi staccare dal lavoro? Ti manderei in pronto soccorso affinché ti facciano un'ecografia al linfonodo e anche una lastra toracica"
Penso fiducioso tra me e me "Beh, ok, posso andare al pronto soccorso, starò a casa anche oggi pomeriggio... ma sì dai... stasera, magari tardi, visto i tempi del PS, sarò a casa".
"OK dottoressa!" rispondo. E chiamo mia moglie per telefono. Siamo contenti perché intuiamo che finalmente avremo chiarimenti sul mio stato di salute.

Nel primo pomeriggio mi presento al triage del Pronto Soccorso, codice verde, ci sono una trentina di casi davanti a me.... dovrò aspettare un bel po'... Finalmente arriva il mio turno, sono chiamato. Descrivo per l'ennesima volta tutti i sintomi che da un paio di mesi mi affliggono. Mi applicano un ago cannula per farmi un prelievo del sangue, mi mandano in radiologia dove mi aspetta l'ecografista ed il radiologo... tutto secondo programma... Quindi mi siedo ad aspettare...
Mi chiama un medico internista. Anche lui vuole sentire l'elenco dei miei sintomi. Mi visita. E alla fine mi dice: "Davide, l'ecografia ha riscontrato un pacchetto di linfonodi al collo. E non sono proprio belli. Dai raggi invece risulta un ingrossamento del mediastino. Potrebbe trattarsi di una malattia ematica. E' opportuno che ti ricoveriamo al fine di farti una serie di analisi più approfondite come una TAC e magari rimuoviamo questi linfonodi..."
Eh??? Cosa??? Un ricovero così su due piedi?
"Dottore" chiedo io "un ricovero? Già stasera? Come mai?"
"Diciamo che dovrei sentire in chirurgia per capire quando potrebbero eseguire l'intervento, per cui magari lo possiamo programmare... ma va fatto velocemente"
"Dottore, ma cosa significa malattia ematica? Di cosa parliamo?"
"Potrebbe trattarsi di una leucemia, di un linfonodo oppure di qualcos'altro... oppure non essere affatto una malattia ematica; dovremmo approfondire. Ora parlo con il medico del PS e ti facciamo sapere."

Chiamo mia moglie per telefono: "Romina, mi stanno proponendo di ricoverarmi per farmi qualche accertamento di secondo livello. Intendono operarmi per togliermi i linfonodi" "Cosa? Arrivo, aspetta"
Nel frattempo chiamo anche il medico di base che mi tranquillizza rassicurandomi sul percorso proposto. Ma nel contempo mi preoccupo: internet mi sfodera informazioni a più non posso sulle patologie ematiche...

Il dottore del PS mi chiama, ma Romina non c'è... All'interno della stanza c'è anche il medico internista. Le ore 19 sono passate da un po'.
"Davide, noi ti ricoveriamo" inizia il medico del PS.
???
"Stasera? Ma il suo collega parlava di programmare il ricovero"
Porca puttana... significa che è grave la situazione...
"Sì, avevo indicato questa possibilità, ma forse è meglio anticipare il più possibile" continua l'internista "così venerdì ti fanno l'intervento per togliere i linfonodi"
Sono solo davanti a due medici e ad un percorso che proprio mai mi sarei aspettato: l'intervento, per quanto piccolo possa essere, mi spaventa. E poi non c'è chiarezza, non capisco cosa vogliono indagare... Ma sono grave oppure no???
"Posso aspettare l'arrivo di mia moglie?" chiedo traballante io.
", certo" mi rispondono.

Finalmente arriva Romina, i medici sono cambiati per il cambio turno. Parliamo un attimo tra noi. Non siamo così sicuri di appoggiarci a questo ospedale; se intendono asportare il pacchetto di linfonodi integralmente, andiamo in città. Abbiamo timore che, se si trattasse di qualcosa di grave, non venga asportato bene tutto...
Entriamo dal nuovo medico del PS, un ragazzo giovane. Riusciamo a parlare apertamente.
"Dottore, l'intervento in cosa consiste precisamente? Asportazione? Biopsia?"
"C'è necessità di investigare la natura del linfonodo, per cui è una biopsia fatta in anestesia locale" ci risponde.
"Come mai questa fretta?"
"Potrebbe trattarsi di linfoma e quindi c'è necessità di saperlo quanto prima"
Accuso il colpo.
Il medico prosegue "Ma è la peggiore tra le possibilità. E se anche lo fosse, se ne viene fuori"
Penso tra me e me "Cazzo... un tumore... come mia mamma.... morta 9 mesi fa..."
"A me stesso hanno diagnosticato un linfoma" ci confida il medico "Ho fatto le terapie e ora sono guarito, sono qua. Non temere"
Non mi consola, ma almeno mi rasserena un po', quello che serve per accettare il ricovero e l'inizio di un percorso totalmente nuovo. Guardo Romina come un capitano di una barchetta in mezzo al mare in tempesta scruta il porto poco distante. Qualche lacrima. Ci intendiamo. Diamo l'ok.

Non mi dilungo, anche se potrei scrivere tanto (e tanto ho omesso!) su quella sera del primo mercoledì... sì perché ora ho cambiato giorno! 

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