domenica 7 maggio 2017
Black
Arriva mercoledì.
Con Romina mi reco nello studio di Sara all'ora indicata. Sara ci accoglie. Ci fa accomodare. Io e Romina ci stringiamo le mani.
"Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie."
(G. Ungaretti)
Senza tanti preamboli, con la voce ferma ma delicata, ci informa "Si tratta di linfoma di Hodgkin".
Cazzo.
E' mercoledì.
"Ma per le caratteristiche e la tua situazione, Davide" prosegue Sara "non ti devi preoccupare: ci sono ottime probabilità di guarigione, più del 95%"
Linfoma di Hodgkin.
"Vi accompagno da Martina che vi indicherà..."
Non ricordo più, la mia testa si è scollegata. Romina segue Sara nei corridoi dell'ospedale e, senza mai lasciarmi la mano, mi guida. Mi ritrovo in un'altra stanza, di fronte Martina che ci saluta.
"Avrei scommesso che si sarebbe trattato di un linfoma di Hodgkin"
Ma che discorsi sono? Scommetti su di me? Ma vaffanculo!
"Ma non temere, è una malattia importante, ma curabile e soprattutto guaribile" prosegue lei.
Curabile.
Guaribile.
Perché questa distinzione?
Ah, ok. Deduco quindi che esistono malattie curabili ma non guaribili... mentre questa è anche guaribile.... sì, ok, purché tu sia nel 90-95% dei casi fortunati... beh... io sono nel 5-10% dei casi sfigati... lo so...
"Adesso dobbiamo iniziare quanto prima la chemioterapia"
Chemioterapia? Porca miseria!
"Prevediamo 6 cicli, dove un ciclo è composto da una seduta al giorno 1, ad esempio, e la seconda seduta dopo 14 giorni; quindi altri 14 giorni e poi si può ripartire con un nuovo ciclo. Poi, dopo il secondo/terzo ciclo, ripetiamo la TAC e la TAC-PET e vediamo come risponde il tuo organismo e da lì ritariamo eventualmente la terapia"
Mi rendo conto che sto stringendo forte la mano di Romina. Allento un po' la presa...
"Venerdì prossimo hai la PET, giusto? Bene, dobbiamo comunque attenderne l'esito; dobbiamo anche fare una biopsia osseo-midollare... di per sé non serve visto che la PET è più precisa ed elimina i falsi negativi della biopsia..."
"Ma perché allora la devo fare?" chiedo io.
"... perché è previsto dal protocollo chemioterapico"
Ma vaffanculo al protocollo chemioterapico!
Non ricordo più di tanto il resto del colloquio. Ricordo solo il male dentro che ho avvertito alle parole "si tratta di linfoma di Hodgkin"... le parole che mi hanno fatto conoscere Black. Anche se al momento non riuscivo a vederlo.
Secondo mercoledì!
Il giorno seguente, prima di tornare al lavoro (manco da 3 settimane e sanno solo che sto facendo accertamenti!), devo passare in ospedale per recuperare documentazione utile alla PET del giorno seguente. Incrocio Sara che mi dice "Non ti permetto di abbatterti: hai ottime probabilità di guarigione". Sì, è vero... ma... e la "mia testa" blocca ancora la "mia pancia"...
Sara mi dà anche una copia dell'esame istologico. Con calma lo leggo:
...
DIAGNOSI
Linfoma di Hodgkin classico, variante a cellularità mista (sec. WHO 2008)
...
COMMENTO
L'insieme dei caratteri morfologici ed immunofenotipici è in accordo con la diagnosi di linfoma di Hodgkin classico, variante a cellularità mista (sec. WHO 2008)
...
Ok, ora hai un nome ed un cognome. Ma puttana se fai male.... non ti vedo... quasi non ti sento... eppure ci sei...
I colleghi mi chiedono come sto... mi esce la frase "Diciamo che nel mazzo delle carte ho pescato quella sfigata" e vedo di chiudere la conversazione lì...
Solo con Paola e Diego riesco a condividere la diagnosi. Anche Paola purtroppo ne sa qualcosa di ospedale, terapie e problemi, avendo una malattia immunitaria bestiale. Al lavoro vediamo il progredire di questa malattia sul suo corpo. Ma non sulla sua mente! E' una donna forte.
"Davide, tu non sei il linfoma" mi dice Paola "il linfoma è in te ma tu sei qualcos'altro. Immagina che il tuo corpo sia una macchina. Acciaccata perché c'è il linfoma. Ma tu... non sei la macchina... sei il meccanico... no, neanche il meccanico... a te è chiesto di avere cura della macchina... la devi tenere pulita e lucidata"
Lì per lì faccio fatica a capire, ma registro questa immagine perché comunque mi piace!
Al rientro, prima di sottopormi all'ecocardiogramma (che per fortuna va bene... almeno il cuore è sano!), mi reco al santuario a me caro. Ci entro con l'esame istologico. Pioviggina. Sono quindi costretto a proteggere quel pezzo di carta maledetto tenendolo sotto la giaccia, a contatto con la pancia!
Mi siedo, trovo solo il sacerdote-custode. Appoggio il foglio sul banco, di fronte a me. Resto in silenzio. "Dio, non so che cazzo vuoi da me. Vedi un po' te. Qua ho un foglio in cui è scritto che ho questo linfoma. Non posso tentarti chiedendoti di guarirmi. Ma non capisco"
Mi viene in mente un salmo a me carissimo, il salmo 90. In esso il salmista descrive il rapporto tra Dio e ogni uomo, prendendo spunto dal modo con cui l'aquila mamma insegna a volare ai propri aquilotti: li lascia cadere, affinché essi imparino a volare. Ma è pronta a lanciarsi e a raccogliere il cucciolo qualora questo non riuscisse nell'intento.
Vorrei leggerlo ma non trovo il libro dei Salmi. C'è il libro dei canti. Recupero allora il canto "Su ali d'aquila" e leggendolo, piango....
Tu che abiti al riparo del Signore
e che dimori alla Sua ombra,
di' al Signore "Mio rifugio,
mia roccia in cui confido".
Ritornello
E ti rialzerà, ti solleverà
su ali d'aquila, ti reggerà
sulla brezza dell'alba ti farà brillar
come il sole, così nelle Sue mani vivrai.
Dal laccio del cacciatore ti libererà
e dalla carestia che distrugge,
poi ti coprirà con le Sue ali
e rifugio troverai. Rit.
Non devi temere i terrori della notte
né freccia che vola di giorno,
mille cadranno al tuo fianco
ma nulla ti colpirà. Rit.
Perché‚ ai Suoi angeli ha dato un comando
di preservarti in tutte le tue vie,
ti porteranno sulle loro mani
contro la pietra non inciamperai. Rit.
E ti rialzerò, ti solleverò
su ali d'aquila, ti reggerò
sulla brezza dell'alba ti farò brillar
come il sole, così nelle mie mani vivrai.
E penso, penso, penso.... e piango, piango, piango...
Finché un pensiero mi illumina "Signore, credo che tu sia risorto. E credo nello Spirito Santo. Ho ricevuto il sacramento della Cresima. Me lo descrivevano come il sacramento che mi rende come un soldato. Bene. Quindi sono un soldato. Ma mi devi armare, cazzo. Non puoi avere un'armata Brancaleone. Quindi forniscimi di uno scudo, di una corazza, di un elmo e di un'arma con cui offendere. Vedi te, se vuoi vincere hai bisogno di soldati in forma"
Recito un gloria al Padre e la mia preghiera finisce lì. Esco e vado in ospedale.
Il giorno seguente, venerdì, ho finalmente la PET tanto attesa. Mi limito a dire che al termine, affamato, nel giro di un'ora e mezza, ho fatto colazione, pranzo e merenda! Ma va bene così, dovrò pure lucidare la mia macchina, o no?
I giorni scorrono, apparentemente riesco a tenere tutto sotto controllo e sinceramente sono stupito di me stesso. Ho solo qualche momento di sbandamento, quando confidandomi con Romina dico che mi piacerebbe si trattasse soltanto di un brutto incubo e che sto per risvegliarmi....
Capisco da me, cercando su internet, che le terapie ci sono e che sì portano alla guarigione, ma che è altamente probabile che portino a conseguenze nel medio e lungo periodo: secondo tumore, complicazioni al polmone, problemi cardiaci...
Trovo anche riportato che, per colpa di uno dei farmaci delle chemio, le vene vengono via via nel tempo bruciate e che quindi serve l'applicazione di un catetere venoso. Porca puttana, un altro taglio, un'altra evidenza che non può sfuggire allo specchio... e tutte le complicazioni del caso... l'estate si avvicina.. non potrò più farmi docce normali... ma vaffanculo linfoma di merda!
Anche martedì 02 Maggio arriva, il giorno della biopsia ossea. Mi rivolgo a Martina e le espongo le tante domande che nel frattempo sono sorte. Trovo risposte che, inaspettatamente, mi danno serenità, mi permettono di delineare meglio il contorno del percorso che mi attende.
Mi sottopongo anche a questa biopsia. Per fortuna sento solo un po' di fastidio. Ho cercato su internet un video di queste biopsie, ma ho resistito solo 5 secondi!
Alla sera non posso farmi la doccia (ovviamente ho un altro cerotto sulla schiena che per il momento non posso rimuovere!). Mi guardo allo specchio. Sono a torso nudo. Osservo l'area compresa tra il volto ed il petto, dove dovrebbe stare il linfoma. A parte la cicatrice della biopsia del pacchetto di linfonodi, non vedo nulla. Non scorgo nulla. Devo immaginare che c'è qualcosa. Mi tornano in mente le parole di Paola "Non sei la macchina.... tu sei colui che deve avere cura della macchina, pulendola...". Mi accarezzo la cicatrice. Poggio la mani sul petto. Chiudo gli occhi. Sento il calore delle mie mani. Prego lo Spirito. Piango.
Il giorno seguente, mercoledì (sempre mercoledì!) pomeriggio ho una visita ematologica privata presso un ospedale maggiore, un policlinico. Hanno da poco traslocato il reparto dal vecchio stabile a quello nuovo. Con difficoltà troviamo l'ambulatorio di Roberta, una dottoressa molto calma, disponibile e serena.
Romina è sempre al mio fianco. E' una roccia, o meglio, come la chiamo io, una roccetta (non è alta di statura!)... ma la roccia non è affatto resistente, se confrontata a Romina!
Roberta mi mette a disposizione il referto della TAC-PET che ho sostenuto la settimana precedente. Ci informa che è un ottimo risultato, in quanto il linfoma è presente soltanto sulla parte superiore del diaframma, la massa più grande ha una dimensione di circa 7 cm... tutte ottime informazioni. Rispetto alla terapia inizialmente prevista dalla sua collega, lei opterebbe per 4 cicli di chemioterapia seguiti dalla radioterapia. Ci rassicura, ci informa, è disponibile; restiamo con lei più di un'ora, incredibile!
Ed è lì che vedo Black per la prima volta.
Sotto il collo, sia a sinistra che a destra, diverse macchie di colore nero si ammassano nel mio corpo scendendo fino all'inizio dei polmoni. E' un nero profondo.
Lì per lì non ci faccio caso, attratto e incuriosito dall'applicazione della tecnologia in campo medico-diagnostico. Sono un analista informatico. Ho studiato all'università le basi di dati delle immagini diagnostiche. E' fantastico vedere il proprio corpo a video, poterne studiare gli organi, i tessuti... Black quasi quasi piace alla "mia testa"!
Romina mi propone di andare in pasticceria. E' comunque da festeggiare: non sono interessate altre aree, il linfoma è stadiabile in 2A (non ho capito se bulky o non bulky.... mi sa che sono al limite) e non in 3A!!! Concordo, è vero! Avrebbe potuto essere il terzo mercoledì! Ok, andiamo.
Entriamo, ma ci sono troppi rumori fastidiosi, non trovo un pasticcino che mi stuzzichi il palato. Prendo solo un caffè. Inizio a percepire che il luogo mi sta stretto. Aspetto che Romina finisca il suo caffè e il suo pasticcino. Poi le dico che ho bisogno di uscire e di tornare a casa. Lei va da suo papà. Ok, ti aspetto a casa.
E tornando a casa in macchina, da solo... capisco che è il terzo mercoledì.
Ho visto per la prima volta Black.
Ma Black fa paura. Fa male alla "mia pancia".
Ora Black, oltre ad un nome ed un cognome, ha una forma. L'ho visto. Toccandomi ora il petto, non mi devo immaginare nulla. Ho visto le immagini che lo riprendono mentre è in me.
E' brutto, proprio brutto. Fa paura. Black c'è. Non lo posso più ignorare. L'ho visto.
Cosa c'è da festeggiare? Ho black in me! Non c'è proprio nulla da festeggiare! Perché proprio a me?
La "mia pancia", finalmente, si è mossa.
Terzo mercoledì.
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