martedì 3 ottobre 2017

Prendersi il tempo

Stamattina stavo riordinando il file system del mio PC, quando mi sono imbattuto in un paio di video che a suo tempo avevo creato a partire da altrettanti set di fotografie; il primo riguarda il viaggio di nozze, il secondo le ferie sulle isole Tremiti. Li ho così rivisti. E mentre ero lì, incollato al monitor, la coppia testa-pancia si è messa in moto.

E' da un po' che sto cercando di ridefinire il concetto di “voglio vivere bene”, stabilendo nuove priorità e scegliendo come ripartire “al meglio” la risorsa più preziosa che abbiamo, il tempo. Non è banale. Anzi. Rivedendo momenti particolari della mia vita, mi sono accorto che devo vivere appieno gli istanti della mia vita che Qualcuno continua a donarmi, non posso permettermi di sprecarli.

Black si è manifestato, mi ha costretto ad un ricovero (due, includendo quello precauzionale per la polmonite), mi ha lasciato alcune cicatrici fisiche (ma non solo) sulla pelle, non mi ha permesso di vivere l'estate 2017 come avevo progettato (banalmente, abbronzarmi al sole, né nuotare nel mare o camminare nel mezzo delle montagne)... ma così facendo mi ha fatto un dono, quello di poter rendermi conto della qualità della vita che conduco.

Un detto cinese recita più o meno così: “Prenditi il tempo, altrimenti se lo prenderà la malattia”.

Prendersi il tempo.

Per dire a mia moglie che la amo. Per stampare le fotografie digitali (che altrimenti non guarderei più) e ordinarle in un album. Per sfogliare gli album fotografici. Per guidare l'auto su strade mai percorse prima. Per ascoltare il rumore del vento in montagna. Per andare al museo di Orsay a Parigi ad ammirare i quadri degli impressionisti. Per andare a trovare un amico che non vedo da anni (e se proprio non è possibile, almeno telefonargli!). Per andare da mamma e papà e dire loro che sono contento dei valori che mi hanno trasmesso. Per fermarmi di ritorno dalla radioterapia e prendere un caffè con una pasta in pasticceria. Per divertirmi con un gattino. Per giocare con qualcuno a Risiko. Per andare al cinema. Per ascoltare un concerto. Per leggere almeno uno dei tanti libri che giacciono impolverati nella libreria. Per suonare la tastiera. Per andare in bicicletta. Per andare a scoprire per qualche giorno l'Irlanda. Per assistere ad un'opera teatrale. Per trovarmi con i miei fratelli e ridere ricordando il passato, oppure entusiasmarmi con loro per il futuro. Per passeggiare immerso nella natura.

Non so quanto tempo ho davanti a me. Mi spiacerebbe trovarmi sul punto di morire e rendermi conto di non aver vissuto, di aver sacrificato tempo prezioso per attività relative (anche se sul momento, non lo erano affatto).

PS: oggi fatta prima radio. Avanti!

2 commenti:

  1. La straordinarietà della quotidianità, che dono immenso. Forza Davide, siamo tutti con te. C.S.

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