E anche il giorno della verifica è arrivato... di mercoledì! Sì, perché come tutto iniziò dieci mesi fa, anche la TAC-PET di controllo me l'hanno fissata di mercoledì. Il giorno prima del mio compleanno. Il giorno precedente il mio ingresso nel club degli "anta".
Finito l'esame, non ho chiesto alcuna anticipazione; per una volta (cosa strana per uno come me) ho preferito la "dolce" ignoranza, ho scelto di non voler sapere, ho preferito un responso comunicatomi direttamente dall'ematologa che mi segue.
Il giorno seguenten ero sulla neve, con Romina. Sì, un weekend sulla bianca neve per sciare, per praticare lo sci di fondo in mezzo a maestose vette innevate e circondati da una miriade di pini e abeti...
"Allora? Hai fatto l'esame? Hai avuto l'esito? Cosa? Non ancora?"
Da tante parti mi sono sentito rivolgere parole come le precedenti, manifestazione di un vero interessamento e di una partecipazione anche a questa fase. Mi sono accorto che erano gli altri ad essere più preoccupati di me. La mente stranamente sgombra. I pensieri distanti dalla TAC-PET. La testa e la pancia serene, quasi incuranti di tutto. Della serie: Black? Chi? Lo conosco?
Trascorsa una settimana, decido che è il momento comunque di capire se l'ematologa ha in mano il referto oppure no. Una mail. La risposta netta mi conferma che devo attendere ancora. Non mi cambia, stranamente.
Venerdì 16 ritorno dalla pausa pranzo. Distrattamente guardo la casella di posta elettronica personale. L'ematologa mi ha scritto. Clicco per aprire l'e-mail. Leggo.
"Questa mattina mi è arrivata la PET, che è negativa (W!); la
contatterà a breve la segreteria per la visita che conclude il
trattamento e per impostare il follow-up.
a presto!"
Rileggo. Mi soffermo sulla doppia v col punto esclamativo. Guardo fuori dalla finestra e cerco l'azzurro del cielo. Sorrido. Ringrazio Dio. Inoltro veloce la mail a Romina. Sono grato alla ricerca scientifica che ha permesso anche questo. Esco dalla stanza alla ricerca di un po' di privacy e telefono a Romina. Mi risponde la sua dolce voce, rotta dall'emozione: ha già letto la mail. Non servono tante parole. Provo invano a telefonare a papà per comunicargli la notizia. Poi... come cantava De Andrè "Ma una notizia un po' originale / Non ha bisogno di alcun giornale / Come una freccia dall'arco scocca / Vola veloce di bocca in bocca"
E via via arrivano messaggi di congratulazioni, di soddisfazione e di partecipazione.
Torno a casa. Bisogna festeggiare con chi per prima ha creduto in me, mi ha dato sostegno, mi è stata a fianco, mi ha sorretto... mi ha amato. Passo in pasticceria, metto a raffreddare ulteriormente un bollicine. Romina ritorna con la cena già pronta. Ci abbracciamo e ci guardiamo negli occhi. Non servono tante parole.
Black... punto... punto e a capo...
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